Totalmente al servizio?

Totalmente al servizio?

Totalmente al servizio?

Ci sono, ma sono rari, dei genitori che nel rapporto educativo con i figli mirano prevalentemente a soddisfare i propri bisogni, quindi attendono dai figli gratificazioni che servano a colmare il vuoto che è in loro e pretendono da questi il raggiungimento di quei risultati, di quelle mete e di quei successi (a scuola, in società, nel lavoro, ecc.) che a loro sono stati negati.  Ma la stragrande maggioranza dei papà e delle mamme si dedica totalmente ai propri cari; e questo è bene con un’avvertenza però: quando ci si impegna al massimo in favore dei figli e della famiglia, anche allora, non si deve dimenticare se stessi; un eccesso di disponibilità, infatti, può essere dannoso!
Chi si annulla nel servizio a senso unico, chi tutto dà senza ricevere, chi non trova un momento per lui medesimo sembra un genitore esemplare, ma non lo è perché la sua disponibilità totale provoca più danni anche ai figli di quanti immagina. Alla fin fine priva il figlio di un rapporto educativo corretto, essendosi lui posto su un piano di sottomissione.Lo stesso è per il genitore che vuole in tutti i modi evitare ai figli qualsiasi problema, qualsiasi difficoltà, qualsiasi sofferenza, anche quando non ne può più; addirittura quando non sta bene o è davvero ammalato. Pur in buona fede rischia di creare dei figli che tutto pretendono, tutto vogliono e nulla danno; anche lui, tanto generoso, subirà le incomprensioni dei figli che ha educato all’egoismo.
Altri problemi possono essere generati da una eccessiva idealizzazione del ruolo genitoriale: la casa deve essere sempre in ordine, i figli devono sempre comportarsi educatamente, ogni tensione deve essere sopita per evitare malumori, tutto deve funzionare. In questo caso le eccessive aspettative generano conflitti, a causa della distanza tra ideale e reale.
Compito del genitore è tendere al benessere di tutta la famiglia, di tutte le persone di cui responsabile, se stesso compreso. Non possono, quindi, mancare momenti per dedicarsi a ciò che lo interessa personalmente, a quelle attività cui partecipa da “dilettante” perché gli piacciono e gli danno soddisfazione.
Ebbene iniziate le scuole, auspicando di lasciare presto mascherina e distanziamento sociale, troviamo il tempo per curarci un pochino anche di noi stessi; perché ci vogliamo bene e vogliamo altrettanto bene ai nostri familiari.