Famiglia patrimonio inestimabile

 

Parto da lontano citando l’amatissimo Papa, beato Giovanni Paolo II (che ho avuto la grande gioia di incontrare di persona): “L’Italia – disse in occasione della presentazione del Direttorio di Pastorale familiare, nel 1993 – possiede un inestimabile patrimonio morale, costituito da tantissime famiglie moralmente sane e ogni giorno impegnate a vivere e a comunicare quegli ideali di onestà, laboriosità, solidarietà che soli possono assicurare il rispetto delle esigenze autentiche della persona ed il corretto sviluppo della vita democratica”. Questo “patrimonio” rimane, anche se scarsissimo è il sostegno alle famiglie da parte della società in genere; anche se l’attività lavorativa, produttiva, distributiva e dei servizi pensa solo al profitto… tanto che – prendendo atto della situazione che è sotto gli occhi di tutti – il successore di Giovanni Paolo II, papa Benedetto, nella lettera al Presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia in preparazione al VII incontro mondiale delle famiglie (Milano 30 maggio – 3 giugno 2012) scriveva: “Ai giorni nostri, purtroppo, l’organizzazione del lavoro, pensata ed attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo, contribuiscono a disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistico”. Ci consola il fatto che papa Francesco in apertura dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, dica: “Malgrado i numerosi segni di crisi del matrimonio il desiderio di famiglia resta vivo in specie tra i giovani e motiva la Chiesa”. E noi educatori non facciamo certamente molto per sostenere questo “desiderio di famiglia”; anzi siamo scarsamente motivati perché lasciamo correre il messaggio negativo che oggi tutte le famiglie si sfasciano per cui è pericoloso sposarsi… Ebbene, occorre dire “basta” a questi nostri comportamenti, alle lamentele, ai catastrofismi, al futuro dipinto come minaccia per potenziare il nostro impegno affinché in famiglia ci si stia bene, si viva un clima di serenità, ci si dia protezione, aiuto, sostegno, ecc., ecc.; per arrivare a fare in modo che i giovani vedano nel loro futuro una “bella famiglia”. Con ciò non si vogliono negare le criticità; non si vuol dire che non ci siano famiglie con gravi problemi, dove i rapporti non sono sereni; famiglie che non hanno quanto serve per vivere; famiglie abbandonate da uno dei coniugi, ecc., ecc.; ma si vuole affermare che anche queste hanno aspetti di positività che vanno valorizzati e non buttati. Anche nelle difficoltà si può fare una buona educazione perché le esperienze negative possono produrre una grande voglia di riuscire a rimettersi in piedi. In conclusione potremmo dire che dobbiamo valorizzare la nostra famiglia, affinché  nasca e cresca il ”desiderio di famiglia”  per ben sperare che i nostri figli formino famiglie “moralmente sane” , quindi normalmente felici.