Elogi o rimproveri

 

Elogi o rimproveri? Poniamoci il problema dopo aver detto chiaramente che, se c’è un comportamento sbagliato, non può mancare il giusto rimprovero; ma, fatta questa affermazione, continuiamo aggiungendo che noi educatori tendiamo più a criticare gli errori che ad approvare le condotte giuste e corrette. Nostro figlio sta gradualmente costruendo “l’immagine di sé”, sta formandosi un “livello di autostima”, un “indice di gradimento”. Questa costruzione ha un peso determinante in quelle che saranno le sue decisioni future; perché, se pensa di essere bravo, sincero, allegro e simpatico, lo sarà davvero in tutti i comportamenti concreti. Quindi, per rispondere alla domanda iniziale: rimproveri e giusti castighi per la violazione di ordini, divieti o doveri sì; ma, anche, attenzione a lodare con lo stesso impegno i compiti eseguiti, le regole rispettate, gli obblighi onorati, gli incarichi ricevuti svolti al meglio, ecc. Come? Con adeguati messaggi positivi: «Sei bravo, sei intelligente, puoi farcela, vali, sei importante, sei unico-irrepetibile, ti abbiamo voluto perché Dio ti ha voluto, sei il più bel frutto dell’amore dei tuoi genitori, io e papà e i tuoi fratelli siamo contenti di te, noi con te formiamo una bella famiglia dove ci si vuole bene». E infine (generalizzando): «La vita è bella, vivrai bene, avrai un buon lavoro, farai una bella famiglia, sarai felice». Evitiamo di conseguenza quelli negativi: «Sei cattivo, disubbidiente, capriccioso e insopportabile; hai sbagliato ancora, non ce la farai mai, non vali niente». E ancora: «Il mondo è cambiato, nessuno più si impegna per un ideale, vivere è uno schifo, il lavoro non c’è più (e quando c’è ti schiavizzano)»… Si potrebbe continuare senza difficoltà con l’amore, la famiglia, la Chiesa, la scuola, la società, ecc. ecc. Dimenticando questi piagnistei ed applicando la Pedagogia Preventiva Positiva (che non vuole negare il male, ma principalmente vedere, evidenziare, palesare il bene), non solo nostro figlio si riterrà capace e buono, ma anche si formerà un giusto senso del dovere (che entrerà  in campo quando deve mantener fede ai suoi impegni), affiancato da un equilibrato senso di colpa (che gli permetterà di rialzarsi dopo ogni caduta). Perciò, occhio attento alle cose belle che nostro figlio fa per incentivarle e sostenerle! E se sbaglia? Se disubbidisce? Se si comporta male? Facciamo il grande, eroico sforzo di “vedere” l’errore come una “opportunità educativa”: ha promesso che rientrava a casa alle 16:30, invece è tornato dopo un’ora; il giusto rimprovero ci vuole, ma accompagnato dalla dichiarazione che noi vogliamo fidarci di lui, vogliamo concederli la libertà che rivendica, vogliamo che prenda autonomamente le sue decisioni; tutto questo semplicemente nell’ambito delle regole stabilite, tra le quali, restando nell’esempio, una delle più importanti è proprio quella del rispetto degli orari.