Amore e formazione

 

Sento dire che i genitori di oggi affrontano il compito educativo con un certo timore. Hanno paura di non farcela e talora rinunciano. È vero?

Parlando in generale è indubbio che oggi si agisce con più consapevolezza e quindi con preoccupazioni, non maggiori, ma certamente diverse rispetto al passato. La mia mamma era assillata dalla necessità di dar da mangiare alla sua numerosa famiglia; oggi (mentre rimane, purtroppo, vero che nel mondo ci sono genitori che hanno lo stesso problema e il nostro compito è quello di aiutarli), nella stragrande maggioranza dei casi le preoccupazioni riguardano la vita futura dei figli e il modo con cui dotarli degli strumenti per gestirla. E questo – lo sappiamo – non è facile.

 

Ma non basta agire spontaneamente sotto la guida dell’amore che ci lega ai figli?

In tutti gli incontri di formazione che ho avuto la fortuna di avere con i genitori ho trovato persone affettuose e responsabili, mamme e papà con figli di età variabile dall’asilo nido all’università, che affrontano il compito di crescere i figli con amore e ottimismo, non dubitando che riusciranno a dare loro una vita normalmente felice; ma la loro presenza agli incontri dimostra anche che sono consapevoli che l’affetto è qualità assolutamente necessaria, ma non sufficiente per attuare una buona educazione. Perciò hanno sete di imparare a fare bene e si impegnano per dare il meglio di sé. Tutti sperano che l’amore per i figli li aiuterà anche nei momenti difficili, ma non sanno che cosa fare quando il solo amore non è sufficiente.

 

Quindi l’amore non basta?

Certo l’amore non basta… se bastasse amare una persona per indirizzarla al bene sarebbe quasi facile; e allora con la “formazione” siamo alla ricerca di indicazioni specifiche attraverso le quali esprimere le nostre capacità educative e incoraggiare gli aspetti positivi dei nostri figli.

 

Perché c’è anche un “lato negativo” nei figli…

C’è e nessuno ne dubita. Mi viene in mente l’apologo che racconta di un giovane monaco che si presentò al suo superiore e disse che gli sembrava di avere dentro di sé due orsi: uno battagliero e malvagio, l’altro tranquillo e saggio: Quale dei due prevarrà? Chiese. Tu che pensi?, rispose il saggio eremita. Penso che prevarrà l’orso vivace e aggressivo perché è più forte. La mia esperienza invece mi dice che avrà la meglio l’orso che nutrirai di più, concluse il maestro. Stando alla metafora genitori e figli devono nutrire l’orso buono. Utilizzando metodi educativi efficaci, abbandonando i metodi tradizionali (se non valgono più); evitando di ripetersi negli atteggiamenti, e adottando soluzioni nuove rispetto a situazioni nuove.

 

Per esempio?

Ci sono mamme che brontolano sempre, che danno ordini senza fine, che strillano per farsi ubbidire, che picchiano i loro bambini, che imprecano con parolacce irrepetibili, così – rovinando la loro immagine – non ottengono l’effetto desiderato: i figli diventano insensibili ai loro rimproveri, sordi alla mamma e non presentano la minima attenzione alle sue parolacce. Pensate che queste mamme si arrendano davanti agli insuccessi? Che cambino atteggiamenti? No! Sono bloccate nelle solite abitudini e continuano imperterrite a brontolare, urlare, imprecare.

 

Dovrebbero fermarsi un attimo e riflettere

Gli incontri di formazione per i genitori che si effettuano nelle scuole, nelle parrocchie od oratori, nelle biblioteche, nei centri di socializzazione, ecc. servono proprio a questo; ma anche gli articoli di pedagogia sui giornali, le riviste specializzate, le trasmissioni radio o tv che tentano di passare messaggi educativi positivi, sono utilissimi allo scopo.

 

Purtroppo ci sono gli assenti e forse questi sono quelli che avrebbero maggiormente bisogno di cambiare i loro comportamenti.

Purtroppo, e fino a quando la scuola non si deciderà a fare formazione per i genitori, questi saranno eternamente assenti ed esclusi. Per fortuna le nostre parrocchie hanno predisposto il nuovo cammino di Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi implicando anche la partecipazione (posso dire obbligatoria?) dei genitori e non più solo dei bambini con il loro tradizionale catechismo. Andiamo avanti, siamo sulla buona strada.

 

Sentiamo dire frequentemente che i bambini d’oggi sono i più viziati di tutti i tempi. I genitori vengono accusati di permettere tutto ai figli… È vero?

Io ho molti amici e amiche rigorosamente single che nell’educazione dei miei tre figli sicuramente, secondo loro, avrebbero fatto meglio. Impariamo ad ascoltare chi invece di criticarci offre suggerimenti pratici e positivi.

La gente fa in fretta a criticare i genitori per i loro errori e per quelli dei loro figli. Invece di cercare soluzioni, parenti e amici elargiscono critiche e disapprovazioni.

Con l’attività di formazione dei genitori si offrono orientamenti pratici, suggerimenti ed esempi per sentirci finalmente capaci e competenti nel ruolo di genitori-educatori, per sentirci ricchi non solo di un immenso amore per i figli, ma anche di maggiore capacità, maggiore fiducia in noi stessi e arrivare così a riscoprire il “piacere” di educare.

Certo tutto questo non avviene con facilità, costa sacrificio, impone di rischiare; ma una mamma che si “occupa” attivamente dell’educazione dei figli, parte con il piede giusto e ciò è garanzia di risultati buoni.