Genitori, investite in educazione

 

Investire in educazione è in miglior modo per guadagnare molto. Certo occorre “metterci” non solo denaro, ma anche tempo (molto tempo) e impegno, intelligenza, amore… Ma cominciamo con i soldi. Sicuramente non saranno la borsa, le finanziarie, le banche o le assicurazioni che ci daranno i migliori interessi, saranno i nostri figli se li avremo educati bene con alti principi morali, umani e sociali i quali hanno indubbiamente un valore superiore rispetto a qualsivoglia guadagno finanziario.  E allora, basta con i piagnistei che la scuola vuole sempre soldi, che per andare al catechismo bisogna comprare un libretto, che i “corsi” extrascolastici costano, che per lo sport occorre spendere, ecc. Questi “acquisti” sono quelli più convenienti, che non si esauriranno mai e che costituiranno basi solide per il futuro dei nostri figli. Oltre al denaro occorre investire tempo perché quello che avremo dedicato all’educazione risulterà quello meglio usato. Allora troviamo un’ora al giorno per stare con lui, il nostro bambino, senza avere niente da fare, dandogli il giusto tempo. E, in famiglia, spegniamo il televisore, almeno durante i pasti principali; regaliamo le ore sottratte alla tivù ai nostri bambini, giocando con loro, facendo insieme cose piacevoli e gradite, ma soprattutto ascoltandoli. Se la Tv è spenta, se noi stiamo un poco zitti, parleranno loro e ci diranno… Così potremo “conoscerli” per aiutarli e per proteggerli, per farli crescere beneducati attraverso la pratica del “dialogo” acquisita in primissima età. Questa abitudine rimarrà sempre anche quando parlare diventerà difficile. Tempo, abbiamo detto… ma “di qualità”, perché legato al nostro “impegno” di fare bene. L’educare ci chiede di essere sempre vigili, anche quando siamo stanchi, anche quando non ci ascolano più, anche quando ci sembra di non raccogliere alcun frutto. Nessun genitore può gettare la spugna urlando “fai quello che voi”; un figlio, infatti, che fa quello che vuole non è libero, ma abbandonato e le conseguenze – gravi – di questo abbandono non mancheranno di presentarsi presto. Investire, poi, intelligenza, perché l’educazione non va improvvisata… È, infatti, estremamente importante farsi delle idee ben chiare su come agiremo quando ci verrà richiesto di prendere delle decisioni improvvise ed impegnative. Il buon senso è necessario ma non sufficiente; affianchiamolo con la nostra capacità razionale che si è formata per esperienza e cultura. Stabiliamo bene qual è secondo noi il fine della nostra azione educativa… Sforziamoci di non intervenire a caso, ma al giusto momento, né prima, né dopo; ma quando serve e quando è necessario. Investire – infine, ma non ultimo – amore, perché l’amore è un alimento, se non ne doniamo e non ne riceviamo una dose giusta ogni giorno moriamo. Nostro figlio ci ama immensamente senza alcun bisogno di stimolarlo in tal senso, ma – talvolta – dubita che “noi amiamo lui” perché ci sperimenta insicuri, poco sinceri, inaffidabili; invece “lui” chiede a tutti e due i genitori affetto costante e maturo; ma non solo ci chiede, anche, esempi luminosi di amore di coppia, di amore alla propria famiglia, di maturità nella fede, di partecipazione all’impegno sociale, ecc.