Festa del papà

 

Se leggiamo con attenzione gli “Orientamenti”: Educare alla vita buona del Vangelo che i vescovi italiani hanno proposto per questo decennio tutto dedicato all’educazione, scopriamo una particolare attenzione per gli adulti. Lì si legge, ad esempio, che l’apporto di padre e madre, nella loro complementarietà, ha un influsso decisivosulla vita dei figli (n. 27); un influsso quindi non importante o determinante, no! “DECISIVO”! E non per la loro educazione o formazione, addirittura per la “vita”.

Ecco perché, alla vigilia della festa del papà, mi pare doveroso sottolineare che il suo ruolo, per la vita dei figli é appunto “decisivo” e lo è in ogni caso, sia che si tratti di un padre bravo, modello nel bene, che di un padre incapace, ognuno con idee sbagliate o giuste che i suoi bambini assorbono semplicemente osservandolo.

Perché se io, papà, penso: che Dio, sì…, forse c’è qualcosa, ma io sono coi piedi ben piantati in terra; che la vita è uno schifo, stiamo male, va tutto male; che l’amore vero è cosa da romanzi, tutto avviene se non per danaro almeno per interesse; che l’educazione andava meglio una volta, quando due calci nel sedere risolvevano tutto; che è meglio il vizio del fumo piuttosto che altri; che l’alcool io lo reggo benissimo e che una bevuta ogni tanto non fa male; che gli incidenti stradali non si possono eliminare e che finiscono sotto gli imbranati; che le droghe leggere non hanno mai ucciso nessuno e quelle pesanti liberalizziamole per ridurre il danno; se penso questo (e tanto altro) sono un padre pedagogicamente negativo e non proteggo mio figlio dai pericoli del mondo d’oggi.

Applico, invece, la Pedagogia positiva se sono un uomo autorevole e consapevole del mio ruolo: lo esercito e non lo delego; un uomo semplice, serio, sereno ed allegro, che non si agita, ma agisce; un uomo che manifesta e trasmette, senza paura, le sue idee e ragioni, i suoi valori, la sua fede, perché è sicuro di ciò in cui crede.

Un uomo con un alto livello di autostima, che ama la vita, che stimola al bene; un papà insomma, protagonista nella famiglia e nell’educazione dei figli. Un papà che dice sì e che dice anche no, consapevole che i sì aiutano a crescere e a sperimentare il mondo come i no aiutano ad evitare gli errori e ad imparare che a tutti sono richieste delle rinunce. Questo papà sa che i figli non impareranno mai a dire di no a sé stessi, se non l’hanno sentito dire dai genitori quanto era necessario… E loro imparano comportamenti buoni – mi si perdoni la ripetizione – semplicemente guardandolo.

Lo so infine che esitono anche i papà soli per lutti o separazioni, che da soli è più difficile essere sereni nell’educazione, perciò consiglio a loro, e a quelli in difficoltà per altri motivi, di farsi aiutare (ad esempio rivolgendosi al Consultorio Cattolico). Questi papà, a maggior ragione sono chiamati a dare la vita per le persone amate, e non c’è amore più grande di questo, un amore decisivo per i figli, un amore che produrrà sicuramente frutti buoni.