Luned́ 10 Dicembre 2018 02:57

Botta e risposta

Domande al pedagogista

Come ormai consuetudine, abbiamo raccolto le domande più significative dei nostri ascoltatori (redazione@lavocedelpopolo.it-030.44250). Rispondiamo alle medesime con la solita avvertenza: le risposte non vogliono essere piste sicure che altrettanto sicuramente porteranno al risultato desiderato, sono invece semplici riflessioni di pedagogia positiva che vanno adattate all’unicità di ogni persona cui si riferiscono.

   

La mia bambina ha cominciato le elementari e non ci vuole andare, piange e mi prega dire alla maestra che ha male qui o là per poter tornare a casa. Una volta o due l’ho accontentata, ma…

A sei anni i nostri figli sono maturi per la scuola primaria, quindi non si faccia intenerire e non partecipi al gioco delle finte malattie (tenga conto della responsabilità educativa: tra qualche anno sua figlia andrà a lavorare e potrebbe ricorrere al medesimo trucco). Faccia alla bambina un semplice discorso sull’obbligatorietà della scuola, sulla sua importanza e - tutto sommato - sugli aspetti positivi della medesima. Ovviamente ne parli con le maestre per verificare come si comporta in classe e, se lì va tutto bene, non si preoccupi oltre.

 

Tra un mese c’è il compleanno del mio Luca e vorrei fare qualcosa di diverso, soprattutto vorrei evitare la solita festicciola con i compagni che si riduce ad uno spreco di dolcetti e bibite e all’accumulo di una quantità di regali inutili…

Nel giorno del compleanno di suo figlio vada a messa la sera con tutta la famiglia (poi, se vuole, anche al ristorante od in pizzeria) e stabilite che: «Sarà tradizione della nostra bella famiglia celebrare ogni compleanno, onomastico od anniversario con la S. Messa».   

 

Mia figlia (ora in III media) mi ha chiesto se è nata “per caso” o se è stata voluta e desiderata, Sono rimasta scioccata...

Lo dovrebbe aver già ben capito (ma chiede conferma)  dall’amore che gli portate, dalle parole e dai comportamenti con cui lo valorizzate, dalle volte che gli avete detto anche di no, dai vostri costanti stimoli a comportanti positivi, dalla visione della vita, del mondo e della spiritualità che avete dimostrato di possedere, ecc. ecc. Aggiungo solo che la domanda è di quelle fondamentali. Infatti è pedagogicamente importante stabilire se io vengo dal caso o se sono stato voluto, se la mia vita ha uno scopo oppure no. Sartre disse: “Ogni esistente nasce senza ragione, vive per debolezza, muore per combinazione”. Se è così che valore ha la mia vita? Che significato hanno le regole che mi vengono proposte? Perché mi devo comportare in un certo modo? Dov’è mia unicità? Io non conto proprio nulla! Se invece sono qui per amore, per fare della mia vita un capolavoro, per prepararmi a passare nella “realtà”, quella vera, vera; allora capisco le “regole” per una vita dignitosa; capisco perché mi vengono proposte; capisco perché sono al mondo. Mi importa sapere: in primis che sono il frutto dell’amore di Dio; in second’ordine che sono il più bel risultato dell’amore dei miei genitori ed infine (ma non ultimo) che sono indirizzato verso una vita “vivibile” anche su questa terra per un’altra nell’eternità.  

 

 Ho sentito a Tv7 il conduttore che, citando il neuropsichiatra Giovanni Bollea, diceva: «Basta uno spot di 50 secondi in Tv per mettere in crisi ogni educatore e rovinare l’educazione di ogni famiglia». Allora siamo rovinati e basta?

Premesso che non so dove il conduttore abbia trovato la citazione e nemmeno se sia esatta, io penso che sia opportuno essere molto cauti nell’attribuire alla televisione abnormi poteri (educativi o diseducativi). Il rischio è che ci si rassegni, che si dica non c’è più nulla da fare e si rinunci così, di fatto, al nostro ruolo di educatori appunto. La Tv - mi sia consentito il paragone - è come il vino: in dosi normali e di buona qualità, fa bene; scadente od in dosi eccesive fa male e crea dipendenza. Riduciamo, dunque, la quantità di Tv e scegliamo i programmi migliori, tenendo contemporaneamente presente che i nostri figli badano soprattutto al nostro comportamento concreto, a come agiscono gli educatori (genitori, insegnanti, sacerdoti e catechisti).

 

Davvero siamo così liberi? Davvero ci vengono date 50 opportunità per fare bene e altrettante 50 per fare il male? Davvero decidiamo noi? 

Siamo autenticamente liberi. Il Padre ci ha creati liberi e nemmeno Lui (pensi l’Onnipotente!) viola la nostra liberta.

 

Sono preoccupata per tutto quello che avviene: bambini scomparsi, pedofili che li adescano, cattive compagnie, videogiochi violenti, televisione ed internet, ecc. come possiamo difenderci?

Tenendo aperto il canale di ascolto. E’ importante:

- dedicare del tempo a parlare con i propri figli, così tranquillamente senza avere niente di importante da fare;

- chiedere sempre dove vanno, con chi vanno ed a che ora tornano, facendo intendere che abbiamo la piena fiducia in loro, sicuri che ci dicano la verità e che un comportamento difforme dalla verità sarebbe davvero impensabile nella nostra famiglia;

- dire di no quando è necessario spiegando le ragioni, ma assolutamente non cambiando idea;

- non punire i figli quando ammettono qualcosa di disdicevole, ma chiedere semplicemente l’impegno ad un comportamento corretto;

-controllare l’uso di Internet con gli accorgimenti che abbiamo proposto (si veda nel sito www.radiovoce.it il pod-cast relativo a tale argomento).

 

Sono una catechista e riprendo ora la mia attività, constato con piacere che i bambini frequentano ed imparano volentieri, ma non partecipano alla messa nemmeno la domenica, non si accostano all’eucarestia, perché?

 Perché i loro genitori non vanno a messa la domenica e non fanno la comunione.

 «Dovremmo – come catechisti - fare il possibile per arrivare anche ai genitori e svegliare in loro la sensibilità per il cammino che fanno i bambini; nel contesto della catechesi dei bambini, sempre il lavoro con i genitori è molto importante».

A questo serve l’ICFR (Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi) rivolta anche a papà e mamma e che si attua, anche quest’anno in tutte le parrocchie della diocesi.

 

 

Pubblicato il 04.06.2013
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