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Raddrizzare la pianta finché é piccola

I bambini sono buoni o sono spontaneamente orientati a disubbidire, a fare i capricci, a dire di no?

  

 Luigi Domenighini per La  Voce del Popolo - I Settimana di gennaio 2013: Raddrizzare la piantina finché è piccola

 

I bambini sono buoni o sono spontaneamente orientati a disubbidire, a fare i capricci, a dire di no? È una domanda che potrebbe apparire di pura speculazione pedagogica se la risposta non avesse gravi conseguenze sulla vita dei nostri educandi, perché molto diversi sono gli atteggiamenti di chi la pensa nell’un modo e di chi la pensa nell’altro. Ecco alcune risposte.

La prima: “I bambini sono naturalmente orientati al male, strillano e, alla fine, la vincono loro, per cui crescono viziati”.
La seconda: “Bisogna raddrizzare la pianticella finché è piccola, dopo, ciò che è storto rimane…”.
La terza: “Il male finisce sempre per trionfare, almeno in questo mondo”.
Sono  tre idee negative tutt’altro che difficili da trovare; però le possiamo cambiare con altrettante positive: 1) I bambini sono fatti ad immagine e somiglianza di Dio (non leggo da nessuna parte che li abbia fatti il demonio); 2) una piantina ben collocata nel suo fertile terreno, curata con dolcezza, aiutata amorevolmente a osservare le leggi della natura; una pianta alla quale somministriamo ogni giorno i mezzi più adatti al suo sviluppo, cresce dritta; 3) il bene è più forte e noi sappiamo che “le porte degli inferi non prevarranno"; certo capiterà ad ognuno di essere inadeguato, infedele… ma è proprio quello il momento di affermare: «Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò…», e il Padre lo tratterà come è capitato a quel famoso figliolo…

Dopo quanto sopra, si può concludere che in ogni nostro figlio c’è una parte negativa, ma c’è anche quella buona. Allora quale avrà la meglio? Per rispondere mi permetto un apologo: un giovane monaco andò dal suo maestro perché gli sembrava di avere dentro di sé due orsi, uno battagliero e malvagio, l’altro tranquillo e buono: «Quale dei due prevarrà?», chiese. «Tu che pensi?», rispose il maestro. «Penso che prevarrà l’orso aggressivo perché è più forte», disse; «L’esperienza invece insegna che vincerà l’orso che nutrirai di più!», concluse il saggio. Ebbene chiediamoci chi nutre o l’orso buono o l’orso cattivo, e la risposta non può essere che: “Noi”, e dapprima - e in larghissima parte -  “Noi genitori” che abbiamo in ruolo non importante, non fondamentale, ma “decisivo” per la vita dei nostri figli come hanno ben detto i vescovi italiani (negli Orientamenti pastorali per il decennio in corso, n. 27): “L’apporto di padre e madre nella loro complementarietà ha un influsso decisivo nella vita dei figli”,  e come ha confermato il papa (nel Messaggio per la 46a giornata mondiale della pace, n. 6):  “Nessuno può ignorare o sottovalutare il ruolo decisivo della famiglia…”.

L’equivoco secondo cui bisogna raddrizzare la pianticella finché è piccola con il corollario che la pianticella è orientata spontaneamente al male nasce da due constatazioni vere e da una deduzione falsa. La prima: i bambini abbandonati a se stessi finiscono spesso male, ed è vero! La seconda  (ed è pur essa vera): i bambini ben educati scelgono più facilmente il bene. Da qui si trae la conseguenza falsa che i bambini sono cattivi, che dobbiamo intervenire subito per raddrizzarli! Per il fatto che sia necessaria l’educazione (senza la quale la crescita avviene malamente) si afferma che ci sia una spontanea tendenza a preferire il male e questo non è vero, e le conseguenze di questa “convinzione” sono disastrose.

 

Pubblicato il 20.01.2013
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