Luned́ 10 Dicembre 2018 04:04

Halloween, il parere del pedagogista

Lettera di una mamma

 Halloween

Lettera di una mamma

Buongiorno,
le scrivo perché questa mattina, mi è venuta incontro una signora dandomi due fogli a proposito della festa di halloween, la mia amica che era con me si è meravigliata molto che li avessi presi dicendomi che, dato che ho due bambini piccoli, dovrei evitare di mandarli a tale festa in quanto satanica (si dice così?).
Aggiungo che il mio primo figlio ha una predisposizione naturale verso tutto ciò che fa paura (lui adora i mostri, i cartoni più spaventosi, ragni, fantasmi...) ed io mi sono accorta che cercare di evitargli questo tipo di "cose" lo fa incuriosire ancora di più per cui ho deciso di guidarlo, cioè mi metto a fianco a lui nella visione di un pauroso cartone o sfogliando un libro di mostri, etc. per aiutarlo a superare la paura facendogli capire la finzione che c’è dietro a tutto ciò. Ho notato che a lui piace aver paura! Penso che parteciperò con il più grande alla sfilata di mercoledì sera come puro suo divertimento… Il giorno dopo, festa di Tutti i Santi andremo, come sempre, alla Messa compreremo dei fiori e, assieme ai miei bambini, li porteremo ai nostri ai morti e lì sulla tomba pregheremo per loro..
Lei cosa ne pensa? Tengo molto al suo parere.
Lettera firmata

 

In effetti, la "festa" di halloween (che letteralmente significa "Vigilia di Ognissanti") ci pone delle domande: è innocua, è soltanto una festa consumistica, è pericolosa?
La festa ha origini celtiche, riguardanti il rapporto tra i viventi, gli spiriti dei morti e la vita dopo la morte, la fine di un periodo e l’inizio di uno nuovo. Temi su cui in ogni tempo e in ogni parte del mondo l’uomo si interroga da sempre.
C’è chi vi vede ancora il suo significato originale; c’è chi vuole, con i suoi “riti”, esorcizzare la morte; c’è chi l’ha legata a culti satanici. La festa così com’è diventata in occidente è indubbiamente un’occasione consumistica.
Che possiamo fare noi genitori?
- Possiamo proibire, col rischio di suscitare maggiore attenzione,
- possiamo lasciar fare, rendendoci colpevoli di ignavia pedagogica,
- possiamo educare, con le nostre decisioni, parole, comportamenti.
Ovviamente io propongo la Pedagogia Preventiva Positiva che significa in questo caso specifico:
non faccio l’organizzatore di feste di halloween, né incentivo i miei figli a parteciparvi, ma le situo nel contesto che loro compete; si tratta di considerarle, semplicemente, quale momenti di aggregazione per i ragazzi, quindi "non proibisco, ma agisco". Anche halloween può essere una buona occasione per parlare del culto "cristiano" dei morti e far vivere ai nostri bimbi esperienze positive, prime fra tutte la festa di Tutti i Santi, la partecipazione alla Messa, alla Riconciliazione, alla Comunione.
Dico che la morte fa parte della vita, che è il passaggio da questa vita alla "realtà", porto i bimbi al Campo Santo; insegno loro a pregare per i defunti; dimostro con la mia vita di essere certissimo che chi ci ha preceduto è in paradiso e che sono a questo mondo per andarci, con la rettitudine dei miei comportamenti, la fede in Dio, la speranza cristiana di salvarmi, la carità (amore) verso i fratelli, verso gli amici e addirittura verso chi mi fa del male.
Purtroppo - invece - tanti genitori non portano i bimbi al cimitero perché (dicono loro!!!) "si impressionano"; a Messa poi ci vanno quando ne hanno voglia; lasciano credere che il "nonno" è partito per un viaggio quando è morto; portano il bambino dalla zia intanto che seppelliscono un famigliare defunto (pedagogia negativa). Per queste persone halloween è la "festa delle zucche vuote", per noi no!: è la vigilia di Tutti i Santi e ci prepara a questa grande festa.
Quindi il suo comportamento mi sembra coerente con quanto detto sopra. Limiti la partecipazione dei suoi bimbi alla sfilata, evitando di mandarli in giro a suonare i campanelli delle case con la frase: "dolcetto-scherzetto" per il rispetto che si deve alla "privacy" delle famiglie.
Per quanto riguarda l’interesse dei bambini per racconti paurosi, non si preoccupi: è del tutto normale, non c’è bambino a cui non piaccia avvertire, in situazione protetta, giù per la schiena un brivido di spavento; questo serve a superare le paure pregresse e ad affrontare quelle future.
Un caro saluto.
Dott. Luigi Domenighini, pedagogista 

Pubblicato il 02.11.2012
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