Luned́ 10 Dicembre 2018 03:14

La religiosità spontanea dei bambini

I nostri bambini, hanno bisogno di attenzioni educative anche per ciò che riguarda la trasmissione della fede

33) Luigi domenighini:  La religiosità nei bambini piccoli

   I nostri bambini, hanno bisogno di attenzioni educative anche per ciò che riguarda la trasmissione della fede… e tali attenzioni non possono che cominciare prestissimo, se è vero - come è vero e lo diremo dopo - che la religiosità si manifesta molto, molto prima dei sei anni. Ne parlo volentieri, proprio perché la Pedagogia Preventiva Positiva propone a tutti di diventare più buoni e quindi invita papà e mamme ad essere (più) buoni educatori.

Il modello
    Il modello - sublime - non ci manca: «Quando Israele era bambino, io l’ho amato e l’ho chiamato ad uscir fuori dall’Egitto, perché era mio figlio (…); gli ho insegnato a camminare, prendendolo per mano. L’ho tenuto tra le mie braccia (…). L’ho attirato a me con affetto e amore. Sono stato per lui come uno che solleva il bambino fino alla guancia. Mi sono abbassato fino a lui per imboccarlo» (Os 11,1 e ss). Così Iddio ama il suo popolo bambino e così si propone a noi educatori.
   La mamma è appena tornata a casa con il suo neonato, è addirittura inutile dire che lo ama: lo ama ancor più di se stessa; ma da subito è necessario che lo chiami ad “uscir fuori” (educare significa proprio far uscire), che lo solleciti a crescere. E tutto questo perché? Semplicemente perché “è suo figlio”.
Sono passati i primi mesi e a questo figlio vogliamo “insegnare a camminare, prendendolo per mano”, perché non cada (le esperienze negative, lo sappiamo, non fanno bene). E’ un tenerlo per mano che dà la tranquillità delle nostre scelte (intellettuali, morali, religiose, sociali, affettive, ecc.); un “insegnamento” che si rivolge alla persona nella sua integralità.
Lo vogliamo “tenere tra le braccia” per dargli il nostro calore, la nostra forza, la nostra sicurezza, le nostre convinzioni; tra le nostre braccia si sente sicuro, protetto, coccolato da un padre ed una madre “onnipotenti” anche nell’amore.
Lo “attiriamo a noi con affetto e con amore”e così lo facciamo diventare (un poco alla volta) grande come noi.
“Lo “solleviamo fino alla nostra guancia”, luogo del primo bacio del bambino; ma anche luogo del bacio del giovanotto quando lascerà suo padre e sua madre perché maturo ed in grado di condurre una vita autonoma. Ma, fino a questa partenza ci “abbassiamo fino a lui per imboccarlo”, per dargli il cibo materiale e spirituale di cui ha bisogno. Né l’uno, né l’altro possono mancare.

La pedagogia negativa
Talvolta però - per ciò che riguarda le esigenze di educazione religiosa - attuiamo idee educative ben differenti da quelle di Dio verso il suo popolo bambino; cioè una pedagogia negativa fatta di “ignavia”. Ci sono, infatti, genitori che non si curano dell’educazione religiosa del loro bimbo molto piccolo, semplicemente non ponendosi il problema o dicendo che non lo vogliono plagiare, oppure sostenendo che è presto e non capisce. Io risponderò esponendo le tesi di Jean Piaget (1896-1980) per stare al sicuro circa la qualità della risposta.

La vita religiosa durante la prima infanzia
   «La vita religiosa, durante la prima infanzia - dice lo psicologo svizzero - si confonde con lo stesso sentimento filiale: il bambino piccolo attribuisce spontaneamente ai propri genitori le diverse perfezioni della divinità quali l’onnipotenza, l’onniscienza e la perfezione morale». Ciò vuol dire che fino a 3 anni (circa) per ogni bambino mamma e papà sono il suo Dio, onnipotente ed onnipresente, perfettissimo. I genitori sono coloro che possono modificare ogni suo stato di bisogno in benessere e piacere; sono, come Dio, in grado di dare tutto ed anche di privarlo di tutto. Un periodo in cui tutto dipende dai noi genitori e se lo abbiamo sprecato…  non potrà più ritornare.
 
Per quelli che hanno più di tre anni
    Quando, con l’infanzia, queste certezze spontanee cominciano ad andare in crisi, sorge l’esigenza di avere “qualcuno” che sia veramente buono, onnipotente, onnisciente, perfetto; nasce così l’idea di Dio. «Solo quando il bambino scopre, a poco a poco, le reali imperfezioni dell’adulto i sentimenti filiali vengono sublimati e trasferiti sugli esseri soprannaturali offerti dall’educazione religiosa» (J. Piaget, Lo sviluppo mentale del bambino, Einaudi, Torino, pag. 75).
E se l’educazione religiosa manca? E’ il vuoto. Il piccolo non ha una parte indispensabile del “nutrimento” di cui abbisogna per crescere… ed un bambino che non trova nell’ambiente ciò che gli serve per crescere non è libero, ma abbandonato (Maria Montessori). E di questo “abbandono di minore” sono indubbiamente responsabili i genitori.

Ancora una volta: per educare bene (in questo caso la spontanea religiosità del bambino) sono importantissimi i comportamenti concreti dei familiari.
   Con le nostre parole e con la nostra vita possiamo far “vivere” la paternità di Dio (che ci è padre e madre); la provvidenza (che non manca e che possiamo leggere nei fatti quotidiani); la fraternità con il Salvatore (che ha dato la vita per noi e ci ha donato il cibo spirituale, offerto tramite la Chiesa); la fiducia (secondo la quale - ne siamo certi - il bene prevarrà sul male); la speranza cristiana (che ci aiuta a vivere il futuro come realtà positiva, rendendo così vivibile anche il presente); l’amore col quale si manifesta la misericordia del Padre che non perdona né “sette”, né “settantavoltesette“, ma sempre e, di conseguenza, la gioia di essere al mondo indirizzati verso un destino “dell’altro mondo”.
   Queste attenzioni dei genitori ai “bisogni” religiosi dei figli con meno di 6 anni aiutano ad avvicinarci al “modello” che abbiamo descritto all’inizio: l’amore di Dio per il suo popolo bambino.
Se questa educazione religiosa da parte dei genitori non è mancata, su questa base facilmente si innesterà la successiva in cui interverrà attivamente anche la Parrocchia con l’Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi (ICFR) alla quale abbiamo già dedicato un precedente articolo.


 

Pubblicato il 26.10.2012
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