Lunedě 10 Dicembre 2018 03:02

Internet e bambini

Abbiamo, in precedenti articoli, proposto le regole della TV e quelle per l’uso del telefonino da parte dei bambini mi pare molto urgente parlare anche di Internet.

28) Luigi Domenighini : Internet e bambini

   Abbiamo, in precedenti articoli, proposto le regole della TV e quelle per l’uso del telefonino da parte dei bambini; mi pare molto urgente parlare anche di Internet. E perché è urgente? Semplicemente per il fatto che oggi “naviga” il 48,2% dei bambini tra i sette e gli undici anni e di questi uno su tre (34,8%) non ha nessun tipo di controllo da parte dei genitori, ha il computer nella sua camera, si collega alla rete quando gli pare e guarda quello che vuole (VII Rapporto Eurispes). Non solo, temo - anche - che la stragrande maggioranza di quei genitori che hanno la volontà di stabilire delle regole ammettano la loro incompetenza e non sappiano che fare concretamente. Risulta dunque estremamente necessario - come sempre - riflettere un momento per darci, anche in questo campo, un approccio metaculturale che ci consenta di analizzare quel che pensiamo di internet allo scopo di stabilire quali nostre idee sono dannose e quali sono, sul piano educativo, positive ed utili.

La pedagogia negativa
   Le idee negative in questo caso si manifestano, prevalentemente, sotto forma di ignavia, di rinuncia al ruolo educativo, di atteggiamenti pilateschi; assai dannosi trattandosi di un pericolo che è reale visto il pullulare di siti pornografici e pedo-pornografici, visto che un bambino su quattro è stato infastidito via e-mail o chat, visto che il 20.5% di loro (7-11 anni) ha fatto amicizia con persone (erroneamente ritenute coetanee) conosciute on line. Temo che non ci si renda pienamente conto della terribile gravità del problema: noi sappiamo per certo che circa dieci bambini su cento - cioè il 20,5% dei navigatori bambini - sono realmente (seppur tramite il PC) molestati da qualcuno; sappiamo pure per certo che ci sono addirittura dei nostri figli dai sette agli undici anni che si incontrano con le persone che hanno conosciuto via internet e che alcuni di questi lo fanno da soli (l’8,7% di chi ammette l’incontro) … e non facciamo nulla? Ce ne stiamo tranquilli?

La pedagogia positiva
   La chiesa non ha taciuto e non tace, consiglio a tutti i genitori la lettura del documento: “La chiesa ed internet” (del 22.02.02, reperibile al sito www.vatican.va) che dice: «I genitori hanno l’obbligo di guidare e sorvegliare i loro figli mentre lo utilizzano e se questo significa dover imparare di più su internet di quanto non abbiamo fatto fino ad ora, tanto meglio. I genitori dovrebbero accertarsi del fatto che i computer dei loro figli siano provvisti di filtri (…) in modo da proteggerli il più possibile dalla pornografia, dai maniaci sessuali e da altri pericoli. L’utilizzo incontrollato non dovrebbe essere consentito».
Dunque, tre regole preventive positive:
1)    i nostri figli non devono utilizzare la rete senza la sorveglianza dei genitori;
2)    la giustificazione del genitore che dice non so come fare non è lecita, né moralmente, né tecnicamente (esiste il “dovere” di acquisire le competenze necessarie);
3)    è obbligo pedagogico e morale l’installazione di opportuni filtri per la protezione dei minori.
Per ciò che riguarda il primo punto, mi sembra una norma facile da applicare: prima dell’acquisto del computer per il figlio (o prima di concedergli l’uso di quello di casa) si stabilisce la regola che non può essere usato in assenza dei genitori. E’ opportuno anche che non sia collocato nella cameretta del bambino, ma in una stanza comune in modo che si veda lo schermo; come è opportuno che il cavo che lo collega ad internet sia sotto gestione dei genitori.
Per quanto riguarda il secondo ed il terzo suggerimento è assolutamente indispensabile (e tutt’altro che difficile) installare un filtro appropriato. Qui le possibilità sono diverse e a diverso livello di protezione. Il miglior filtro è indubbiamente davide.it (collegarsi al sito www.davide.it e seguire le istruzioni): il filtro è gratuito per chi ha un modem tradizionale, costa una modica cifra di abbonamento per chi usa l’ADSL, ma sono sicuramente soldi molto ben spesi per la protezione dei nostri figli anche per l’elevata qualità dell’assistenza che il sito fornisce. Molte indicazioni circa la navigazione sicura si trovano anche nel sito: www.sicurinrete.it.

Un’idea nuova: dalla lista nera alla lista bianca
L’idea nuova sta nel fatto di abbandonare il concetto di protezione come “blocco dei siti che non voglio vedere” (lista nera), per assumere quello della costruzione graduale, ma sicura della lista bianca, cioè dei siti cui posso accedere: si chiama “Biblioteca di casa” (o walled garden = giardino protetto). Proprio come nella biblioteca di casa metto solo bei libri che noi famiglia abbiamo scelto; proprio come nel mio giardino metto solo fiori e piante bellissimi e profumati… così nel mio computer metto esclusivamente siti puliti, gioiosi, positivi, che io ho scelto e che nessuno mi può imporre. Lista bianca vuol dire avere la possibilità di navigare solo sui siti che io ho “scelto” e non esser costretto ad inoltrarmi su strade che non conosco. E’ indubbiamente un’impostazione pedagogia preventiva e positiva che consente di costruire le fonti di informazione dei propri figli, evitando di abbandonarli a navigare, nell’oceano - indubbiamente molto pericoloso - della rete.
Per chi ha Windows Vista basta impostare il Controllo genitori nella modalità per i bambini più piccoli che corrisponde al modello Biblioteca di casa. Per le versioni precedenti, lo strumento gratuito da installare è ICRAplus, bloccando tutti i siti tranne quelli della lista “permetti”. A scuola ed in azienda “il datore di lavoro è chiamato ad adottare ogni misura in grado di prevenire il rischio di utilizzi impropri(…); è opportuno, ad esempio, individuare preventivamente i siti considerati correlati all’attività lavorativa” (delibera Garante privacy 1.3.07); pertanto non solo è opportuno, ma legittimo (ed a scuola - a mio avviso - obbligatorio trattandosi di minori) installare il blocco di tutti i siti tranne quelli della lista bianca. Tutte le informazioni necessarie si possono trovare sul sito www.ilfiltro.it.   

Tre considerazioni finali
La prima: il filtro non deve esser “imposto” ma discusso e condiviso: noi sappiamo che i nostri figli sono molto intelligenti e non rifiutano (anzi hanno bisogno) di apprendere le regole che consentono loro di navigare sicuri prima di avventurarsi oltre le colonne d’Ercole. La seconda: il pericolo che fuori casa un ragazzo possa collegarsi a qualsivoglia sito c’è ed è reale, come può essere che possedendo elevate competenze riesca ad aggirare ogni barriera; ma certamente sarà in lui anche la consapevolezza di aver violato una regola familiare, gli resta la coscienza di aver fatto qualcosa di male e c’è perciò possibilità di recupero. Infine, la terza, importantissima: “educare i bambini ad essere selettivi nell’uso dei media è responsabilità dei genitori, della chiesa e della scuola(…). Nel fare questo i genitori dovrebbero essere incoraggiati e sostenuti dalla scuola…" (Messaggio del Papa 41ª giornata delle comunicazioni sociali) la quale scuola - aggiungo io - ha specifici programmi di educazione ai messaggi-forme e media (scuola dell’infanzia); di educazione all’immagine (scuola primaria) e di educazione artistica (scuola media); programmi quasi sempre - ahimé - trascurati.
  

  
 
 

Pubblicato il 24.09.2012
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