Lunedì 10 Dicembre 2018 02:40

Iniziazione Cristiana dei Fanciulli (2)

Continua in tutte le parrocchie, il cammino dell’Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi (ICFR)


1) Continua in tutte le parrocchie, il cammino dell’Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi (ICFR)
 Il cammino di educazione alla fede coinvolge anche i genitori. Papà, mamma ed il loro bambino iniziano o continuano il “percorso di educazione alla fede” che li porterà via a conoscere e a vivere meglio:
-  per i genitori la fede che credono e che vogliono trasmettere,
-  per i bimbi la fede alla quale vengono educati.
Un percorso che ha come prospettiva anche una condivisa preparazione ai sacramenti della Confessione e della Cresima, nonché un’altrettanta compartecipata preparazione alla Prima Comunione. Questo perché la catechesi non sia più ridotta a solo insegnamento, ma sia vita concretamente vissuta prima di tutto dai genitori, dagli educatori e da tutta la comunità cristiana.  Infatti, se è vero che non si può credere senza sapere è altrettanto vero che sapere non è credere.

2) La testimonianza di fede da parte dei genitori, quanto è importante?
   Fino a poco tempo fa, si è seguita l’idea, profonda e ben radicata, secondo la quale per educare alla fede occorre intervenire sui bambini: mandarli a messa, portarli al catechismo (dove sono loro spiegati i principi della religione) dare buoni consigli, esigere comportamenti consoni a chi si dice cristiano, ecc., ecc.

3) Non va bene???
   Tutto questo certo non è sbagliato; ma per garantire la trasmissione del “dono”, c’è preventivamente un’altra strada da percorrere: cambiare prima di tutto noi stessi, per cambiare quanto trasferiamo di nostro a loro. L’educazione non è fatta che in minima parte di azioni sugli allievi, è fatta in larghissima parte di interventi su di noi; ciò è maggiormente vero, quando si tratta di “comunicare la buona novella” che, prima di essere un insegnamento o un codice di comportamento, è una Persona: è Cristo. Servono infatti a poco o a nulla le nostre parole, le preghiere insegnate e recitate, i sermoni, le esortazioni e gli inviti come le imposizioni e gli ordini o gli elogi, i fai così o cosà... se manca l’autentica testimonianza di fede e di coerente comportamento da parte dell’educatore. Solo allora saranno validi anche gli indispensabili insegnamenti tradizionali. E’ questa la prospettiva del Nuovo Itinerario per l’Introduzione alla Vita Cristiana.

4) Per educare i bambini alla fede dobbiamo cambiare noi adulti??? Dobbiamo andare noi a cetechismo???  Ma qui si ribalta il mondo… tutti hanno sempre sostenuto che per educare i bambini si devono appunti fare interventi su di loro…, mandarli loro a catechismo. Non è più cosi???
   Certo non è un cammino semplice in quanto non è facile superare l’usanza secondo la quale “loro” vanno al catechismo e noi siamo a posto. Infatti noi genitori delle nostre belle “comunità cristiane tradizionali”, abbiamo costruito nel tempo un nostro modo di pensare e vivere la fede e perciò ci sentiamo cristiani a tutti gli effetti e tali ci manifestiamo ai figli; ma in sostanza la nostra fede è rimasta piccola, al livello della fanciullezza e veramente ci troviamo in difficoltà a trasmettere quanto abbiamo ricevuto. Sappiamo che è un bene prezioso; vogliamo davvero comunicarlo ai figli; ma abbiamo reali, grosse difficoltà; perciò vogliamo tenacemente delegare e fatichiamo ad accettare l’idea che dobbiamo diventare protagonisti dell’educazione alla fede dei nostri bambini. La parole che troppe volte abbiamo detto sono: «Vai al catechismo, che alla tua età ci sono andato anch’io e ti fa bene». Ma oggi abbiamo intrapreso una nuova strada, quella del nuovo cammino di Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi percorrendo la quale possiamo dire: «Inizia per te e per noi un cammino di fede, che bello!».

5) Ammettiamo pure di fare così, i “diretti interessati”, cioè i nostri figli, che ne pensano?
   I nostri bambini sono veramente ammirati nel vedere che per la catechesi (cosa che non avviene neanche per la scuola!) addirittura il loro papà e la loro mamma sono seriamente impegnati a prepararsi. Si interessano - i nostri bambini - di che cosa abbiamo fatto durante gli incontri dei genitori, lo vogliono sapere; proprio perchè la fede è un “bene” che li attira molto e desiderano parteciparvi non da soli, ma con papà è mamma.

6) Esiste dunque una pedagogia positiva anche nell’ICFR
Ecco, questo è un bellissimo “messaggio” per la pedagogia positiva che non vuole “far camminare” i figli, ma camminare noi con loro; noi: guida autorevole e sicura, nella quale ripongono piena fiducia.
Così i genitori dei bimbi, dei fanciulli e dei ragazzi - forse dapprima un po’ “costretti” - poi sempre più consapevoli seguono un loro specifico percorso di riflessione sulla fede e di educazione alla trasmissione della medesima.

6) Tutti convinti, tutti contenti i genitori che finora vi hanno partecipato?
Tutti convinti? Forse lo si può affermare perché pochissimi hanno abbandonato le attività. Certo il punto d’arrivo non è uguale per ciascun genitore o ciascuna coppia, per il semplice fatto che le esperienze di vita ed i punti di partenza sono differenti, diversa è la quantità e la qualità della partecipazione, diverso l’impegno nel vagliare le proposte con la vita concreta di ognuno; ma tutti hanno ed avranno occasione di “riflettere” sulla propria fede e sulle possibilità di comunicarla.

7) I bambini nel frattempo che fanno?
Mentre i genitori partecipano ai loro incontri, i figli hanno accesso a specifiche attività di formazione e di iniziazione alla vita cristiana, ovviamente adatte alla loro età e con la guida dei “tradizionali” catechisti.

8) E così, una volta iniziato… si continua
   L’ICFR, così iniziata, gradualmente proseguirà e si estenderà di anno in anno finché il catechismo non sarà più solo dei bambini, ma dei genitori con i loro figli.

9) Vogliamo guardare anche alle difficoltà?
   Certo non sono mancate e non mancano le difficoltà che sono state ben esposte ed analizzate nell’assemblea diocesana dei catechisti (8 settembre); ma l’emergenza pedagogica che stiamo vivendo richiede la volontà di continuare sulla strada intrapresa che è quella pedagogicamente corretta: rendere i genitori protagonisti dell’educazione dei figli, in tutti gli aspetti compreso quello vitale e determinante della fede.

 

Pubblicato il 30.06.2012
top