Luned́ 10 Dicembre 2018 03:34

Telefonino

Il principale problema che abbiamo oggi a proposito del telefonino è - a mio avviso - quello che i genitori cedono troppo facilmente alla “moda” e… lasciano correre.

Luigi Domenighini: “Sei, solo sei; ma indispensabili regole, per il telefonino ai figli”.


   Il principale problema che abbiamo oggi a proposito del telefonino è - a mio avviso - quello che i genitori cedono troppo facilmente alla “moda” e… lasciano correre. Quando non sono loro medesimi a comprarlo al figlio ancora bambino… succede che gli zii, o i nonni, o chi per essi, provvedono; si brontola un poco, poi… si accetta il fatto compiuto.
Sembrerebbe che papà e mamma in tal modo non diano nessun messaggio e quindi “non facciano né bene, né male”; ma non è affatto così! Un messaggio c’è ed è semplicemente quello di un’autorizzazione (seppur tacita) per amore del quieto vivere, per non affrontare un problema. Come tante altre volte ci limitiamo ai borbottamenti e… perdiamo così la nostra autorevolezza. Forse varrebbe la pena di parlarne prima, per sapere che fare poi.
   La pedagogia preventiva “serve”, infatti, anche per l’uso del cellulare; perché, se non vogliamo venir meno al nostro compito educativo, dobbiamo dotarci per tempo di idee ben chiare, in modo da “non farci cogliere impreparati, quando il caso si presenterà!” (e - ne siamo certi - si presenterà). La pedagogia preventiva positiva ha proprio questo scopo: discutere i problemi, per trarne conclusioni valide che ci porteranno, quando sarà l’occasione, a proporre con autorevolezza e chiarezza comportamenti adeguati.

Che fare preventivamente
  Molto presto, quando il bambino va ancora alla scuola materna, occorre che papà e mamma ne parlino tra loro per decidere come agiranno appena lui vanterà il “diritto” ad avere il suo bel telefono in tasca; concorderanno così alcune regole, dettate da buon senso e realismo, finendo col dire: «Pertanto, noi faremo così…». E non sembri poco: “pertanto” è la conclusione di un ragionamento su un problema; “noi” è l’affermazione di un accordo tra marito e moglie; “faremo così” è l’impegno assunto!
   Per prima cosa penso sia da stabilire che il telefonino si usa quando serve. Non pare indispensabile stabilire a priori una data in cui si raggiunge “la maggiore età telefonica”. Se le circostanze richiedono che il fanciullo (scuola elementare) ne sia dotato, per quella specifica occasione, lo si dia; ma esclusivamente per quel momento; (nessuno, infatti, può negare l’utilità del mezzo per ragioni di sicurezza); ma il possesso sia assolutamente limitato al caso di necessità.
   Ma chi lo compra? Sarebbe, indubbiamente opportuno che se lo comprasse il figlio e ciò allo scopo educativo (come sempre, anche in questo caso non togliamogli la gioia di aver fatto fatica, ma di avercela fatta); ma conosco l’obiezione inerente all’aumento di difficoltà nello stabilire regole d’uso in quanto, se comprato dal figlio, viene da lui recepito come “proprietà privata” e, quindi, di utilizzo assolutamente libero. Ogni genitore agirà dunque come crede non dimenticando che ogni scelta ha aspetti buoni e meno buoni.
   Arriva, però, il momento in cui diventa compagno inseparabile (I classe della scuola superiore? anche prima? non prima!); e - per prepararci a questo momento - è opportuno aprire la discussione anche con il ragazzo; perchè parlare del problema, proporre di “pensare” che cosa si può fare e che cosa, invece, è meglio non fare, è già un successo ed un grosso deterrente all’uso improprio. Il ragazzo infatti ragiona e dice: «Il mio papà e la mia mamma si interessano di me» e questo è importante. Il tutto allo scopo di trovare poche regole positive, ben chiare, opportunamente spiegate, possibilmente concordate ed anche personalizzate; “perché non tutti i figli sono uguali”. Eccone sei, solo sei; ma indispensabili:
-    il telefonino va usato con criterio e solo per necessità; la sobrietà e la misura servono anche in questo caso, il collegamento ad internet non è affatto necessario;
-    i relativi costi non sono a carico di mamma o papà, ma del piccolo budget che il ragazzo riceve come paghetta settimanale, quindicinale o - meglio - mensile (si veda a tal proposto l’articolo. “Soldi ai figli, quanti, come e perché?”;
-    a scuola non è necessario e va, quanto meno, tenuto spento: tutte le scuole hanno il telefono fisso, per cui si può - in caso di vera emergenza - utilizzarlo; (credo che, dopo i fatti avvenuti, ogni Istituto Scolastico abbia già integrato il suo “Regolamento” per introdurre il preciso divieto d’uso, le relative azioni informative ed educative, nonché i conseguenti provvedimenti disciplinari nei casi di violazione della proibizione);
-    il cellulare non si usa anche in altri ambienti come negli ospedali, in biblioteca, in chiesa, ecc. ecc. e ovunque sia espressamente vietato;
-    la fotocamera (se presente) si può usare solo per riprese di cui si abbia il consenso; e tali riprese non possono esser inviate ad altri, né (ovviamente) diffuse in internet se non previa autorizzazione dei titolari;
-    sarebbe infine lodevole che si concordasse con i figli che il cellulare va tenuto spento anche quando si è in casa essendoci il telefono fisso e la possibilità di deviare le chiamate su tale apparecchio; ma certo non possiamo imporlo a loro se non lo facciamo noi; un padre autorevole non impone mai una regola che lui medesimo non rispetta.

L’esempio dei genitori
   Certamente l’esempio dei genitori è determinante; mi verrebbe voglia di dire che nostro figlio userà il telefono così come lo usiamo noi. Perciò va di nuovo sottolineato che in educazione non conta tanto dare buoni consigli, quanto “passare” comportamenti coerenti, sobri ed intelligenti, dai quali traspaia chiaramente che è il mezzo (in questo caso il cellulare, ma anche la Tv, l’automobile, ecc.) che serve me e non io che sono suo schiavo e mi faccio da esso dominare.
   Infine agli insegnanti semplicemente vorrei dire di far rispettare il regolamento di Istituto anche per ciò che riguarda l’uso delle tecnologie sempre più sofisticate (computer, telecamere, telefonini, bluetooth, ecc., ecc.) che entrano giustamente (come strumenti di lavoro e di ricerca) nella loro scuola.

 

Pubblicato il 10.07.2011
top