Luned́ 10 Dicembre 2018 03:21

Bambini e TV

La Tv presa in dosi normali fa bene, presa in dosi eccessive fa male e crea dipendenza.

«Ho appena letto un articolo sui danni provocati dalla tv. Violenza, oscenità, consumismo, ecc. è quanto anche la RAI (con i miei soldi) talvolta ci passa! Come posso proteggere i miei figli?» scrive Vincenza. Ma davvero la televisione fa male? La guardano tutti…
Ebbene sì, la televisione provoca molti danni: fisici, psichici, morali, ecc.
a) Tra i primi il diabete e l’obesità favoriti dal fatto che, davanti al video, adulti e bambini mangiano patatine, merendine, stuzzichini e bevono bibite gassate; poi la scoliosi perché ognuno si appoggia alla parte che più gli è consona, favorendo eventuali tendenze all’incurvamento; infine i problemi alla vista essendo gli occhi sottoposti ad un continuo cambiamento dell’intensità luminosa recepita.
b) Per quel che riguarda la sfera psichica è facile individuare una visione distorta della realtà che fa credere che la “vita vera” sia quella lì; ma non è certo “Grande Fratello” che esprime la realtà; tutto è quantomeno parziale, soggettivo, interpretato.
c) I disastri morali poi sono sotto gli occhi di tutti: basti pensare alle ipocrisie e alle menzogne che vengono propinate attraverso il video, ma anche alla mercificazione e banalizzazione di cose serie: valori, sentimenti, bambini, corpo femminile compresi; si è affermato che il cinema, lo spettacolo teatrale e televisivo sono opera d’arte e come tali non devono avere altra regola che quella dell’arte stessa, ars gratia artis dicevano i latini, ma noi contrabbandiamo troppe volte - sotto l’involucro dell’arte - il mediocre, il volgare, il falso.

La pedagogia preventiva positiva può venirci in aiuto per “educare i nostri bambini” all’uso corretto della televisione?
Detti i pericoli più evidenti (non li abbiamo certo elencati tutti), incominciamo a ragionare e a riflettere sull’educazione dei nostri figli per trarne comportamenti preventivi da impiegare, al momento opportuno, nei rapporti con la tivù ed elenchiamoli in una specie di decalogo, nel quale la parola prevalente “scelgo” dimostra che non sono succube del mezzo ma padrone del medesimo.

Dieci regole per il buon uso della TV
Sì, solo 10 ma importantissime, eccole:
1) scelgo di non accendere io il televisore a mio figlio;
2) scelgo (più volte la settimana) un’alternativa alla tv;
3) scelgo i programmi che guardo;
4) scelgo di avere un solo televisore in casa;
5) non lo colloco in sala da pranzo, perché considero i pasti momento di incontro della famiglia;
6) so che è un crimine pedagogico mettere un televisore in camera del bambino;
7) quando guarda la tv cerco di essere lì con lui;
8) cambio canale o spengo se non sono d’accordo;
9) non guardo mai trasmissioni che non mi convincono e non ne parlo;
10) sul mio televisore non sono programmati canali che non condivido (non li conosco, non me ne curo).
Certo, mi piacerebbe illustrare ognuna delle precedenti affermazioni, ma qui non è possibile, so - però - che ogni mamma ed ogni papà, che voglia riflettere, capisce.
 
Viste le decisioni “preventive” passiamo ai comportamenti positivi
I buoni comportamenti relativi all’uso della tv si riassumono nella frase: “Creiamo alternative”. Eccone alcune:
 - spalanchiamo la casa per far entrare i figli dei vicini, degli amici, ecc. e per far uscire i nostri;
 - usufruiamo attivamente delle strutture pubbliche esistenti, (oratorio compreso!);
- riserviamo buona parte del nostro tempo per giocare con i bambini nostri ed altrui in casa e fuori;
 - facciamo numerose e frequenti passeggiate con la famiglia e gli amici;
- non lavoriamo in casa o fuori più del necessario.
Così saremo teleutenti intelligenti.

Ah, esistono anche i teleutenti intelligenti?
Sì, sono quelli che non accendono il televisore solo se hanno un motivo;
che seguono un programma solo se tratta di argomenti interessanti che spengono il televisore se non c’è qualcosa che valga la pena di vedere;
che non usano mai il televisore come sottofondo della loro giornata in casa;
che sanno controllare l’uso della tv da parte della famiglia.

Ma sono regole facili o difficili da applicare?
Sono regole facili da applicare che ci permettono di dominare il mezzo e di smettere di aggregarci al coro dei catastrofisti secondo cui la tv ci condizionerebbe pesantemente.

Riusciremo anche ad evitare che  la TV sia una cattiva maestra dei nostri figli?
A mio modo di veder la tv è una cattiva maestra se usata male, ma non determina l’educazione dei nostri figli: la nostra vita è saldamente nelle nostre mani e l’educazione dipende da noi e dagli altri enti educativi: scuola, parrocchia, gruppi, ecc.

Ma ci sono aspetti educativi positivi nella tivù?
La televisione non educa: usata senza criterio o presa in dosi eccessive fa male; usata bene, con un’adeguata scelta dei programmi, è un mezzo di comunicazione, informazione, conoscenza, intrattenimento, che può essere utile.    

Che possiamo dire come considerazione finale agli insegnanti a proposito di televisione?                             
Una domanda per gli insegnanti: perché il giornale entra facilmente a scuola e la televisione no? Scegliamo “preventivamente” programmi di qualità e proponiamoli… sono un ottimo sussidio didattico ed occasione per una opportuna “educazione all’uso del mezzo televisivo” fatta dalla scuola.

Pubblicato il 06.11.2011
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