Mercoledì 23 Gennaio 2019 03:57

I figli? Diversi da noi!

Bisogna avere il coraggio di accettare che sono “diversi” da noi.

Nessuno può negare che i giovani sono la speranza del futuro, che portano nuovi valori, che hanno grandi possibilità, ma bisogna avere il coraggio di accettare che sono “diversi” da noi. Perché hanno molte più risorse e una molteplicità di informazioni e di opportunità; perché sono soggetti a stimolazioni e sollecitazioni nuove; perché l’evoluzione (sotto tutti gli aspetti) della società in cui viviamo ha portato ad uno sviluppo della tecnologia impensabile fino a pochi decenni fa e di conseguenza i modi di pensare e concepire la vita sono mutati radicalmente rispetto al passato. Diversi perché vivono “abbastanza” bene in famiglia tanto che ritardano l’uscita quanto più è possibile, ma cercano compensazioni affettive fuori dalla medesima in tempi precocissimi. Diversi perché vivono “abbastanza” bene a scuola; ma contemporaneamente contestano i valori che trasmette cedendo alle lusinghe della cultura dominante. Diversi perché stanno “abbastanza” bene ovunque, ma non riescono a sognare un grande progetto per il loro futuro. Ancora… sono diversi perché negano la cultura del passato, con un notevole livello di elasticità mentale nell’analizzare, criticare, rifiutare posizioni tradizionali che vengono presentate loro dalla famiglia, da ognuno degli insegnanti che incontrano a scuola, dalla Chiesa, e - non ultimo - dalla televisione e dai social. Sono diversi, dunque! Ma la diversità tra le posizioni antropologiche, filosofiche, culturali, religiose, ecc. non è un castigo o un danno: è una risorsa da sfruttare, in modo da consentire a chi è in età evolutiva di operare le sue scelte tra molte proposte; così che possa e elaborare un suo piano di vita ed una sua visione del mondo, dell’uomo, della sua storia e del suo destino (un lebenplan e una weltanschhauung, direbbero i tedeschi) che lo caratterizzino avendo dato, queste scelte, alla persona una personalità. Per far questo gli adulti educatori debbono essere “significativi”, cioè dimostrare prima di tutto di avere loro medesimi operato le scelte fondamentali. In altre parole i giovani d’oggi hanno bisogno di “adulti diversi da loro”; nel senso che sanno quello che vogliono e quello che fanno; hanno idee chiare e non hanno paura di proporle (senza affatto imporle) ai figli, lasciando loro la libertà di vagliarle al confronto con la vita, perché diventino non uguali, ma migliori dei genitori.

 

 

Pubblicato il 15.12.2018
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