Martedì 11 Dicembre 2018 23:07

Perché l’ho detto io

“Perché l’ho detto io!”. Chi ha sentito questa frase da parte di genitori autoritari, sicuramente ha pensato: “Mai e poi mai, io darò una risposta del genere a mio figlio”.

 “Perché l’ho detto io!”. Chi ha sentito questa frase da parte di genitori autoritari, sicuramente ha pensato: “Mai e poi mai, io darò una risposta del genere a mio figlio”. E allora avanti con le spiegazioni convinti che se dedicheremo tanto tempo ai figli per chiarire bene perché chiediamo una cosa li renderemo consapevoli, comprenderanno le ragioni e ubbidiranno. Ma…spesso non è cosi! Ecco, un esempio: “Perché non mi compri il gelato?”. “Perché ne hai già mangiato uno stamattina e uno basta!”. “Perché uno basta?”. “Perché ti fa male!”. “Perché il gelato fa male?”. “Perché due gelati fanno venire il mal di pancia!”. Perché fanno venire il mal di pancia?”. Perché si fa fatica a digerirli”. Perché si fa fatica a digerirli?”… e cosi via all’infinito finché arriva un bel: “Perché l’ho detto io”.

I bambini che ci strappano risposte simili non sono cattivi, semplicemente non possono e non vogliono capire. Le nostre spiegazioni sono razionali e richiedono abilità intellettuali che loro ancora non hanno. Nel periodo della scuola dell’infanzia non “possono” recepire le nostre argomentazioni; poi (periodo della scuola primaria) le comprenderanno se ben ancorate al concreto e solo molto dopo saranno in grado di accostarsi ai ragionamenti astratti. Ma, dicevamo, nemmeno “vogliono” capire, desiderano solo ottenere ciò che chiedono, e allora provano. Provano con i capricci, le grida, le lacrime, i perché infiniti, ecc. Noi educatori (se vogliamo essere educatori positivi) non cascheremo nel tranello e non cederemo; diremo un no, accompagnato da una semplice spiegazione e concluderemo con: “Ti ho risposto, argomento chiuso!”. Sappiamo infatti che se andiamo oltre i nostri bimbi impareranno che insistendo, ci fanno perdere la pazienza, ci fanno dire parole che non pronunceremmo mai davanti ad un adulto, ci fanno urlare… in una parola ci tengono in loro potere…, finché - magari presi per stress - li accontentiamo. E per finire due esempi di risposte brevi ed efficaci: “Legati la cintura di sicurezza!”. “Perché?”. ”Perché in caso di incidente la cintura ci protegge!”. “Perché ci protegge?”. “Ti ho già risposto e partiremo solamente quando ti sarai legato!”. Magari perderemo un po’ di tempo per alcune volte, ma presto il capriccio finirà e non avremo più problemi con la cintura. “Non parlare come un bamboccio!”. “Perché?”. “Perché un bambino educato parla con voce chiara!”. “Perché un bambino educato parla con voce chiara?”. “Ti ho già risposto e ti ascolterò solo quando parlerai bene!”. Ci costerà non rispondere, ma il piccolo imparerà che insistere non serve.

Pubblicato il 22.07.2017
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