Marted́ 11 Dicembre 2018 23:24

I sogni dei bambini

Ma i bambini piccoli sognano?

Ma i bambini piccoli sognano?
Sì, sognano anche quando sono molto piccoli… Basta osservarli, guardare gli occhi (che si muovono, anche a palpebre chiuse); il loro volto, che sorride o intristisce, o esprime qualcosa che corrisponde a ciò che sognano.

Che sogni fanno?
Siccome, in linea di massima, pur sognando già da neonati, fino a 3-4 anni non distinguono la realtà dal sogno la risposta può riguardare solo le età successive. Come per noi adulti ci sono sogni ben legati alla vita vissuta. Ci sono sogni di fantasia in cui quello che avviene è totalmente avulso dall’esperienza e “brutti sogni” nei quali le situazioni verosimili o astruse generano ansia, paura, spavento, ecc.

Anche i bambini fanno sogni che si ripetono?
Come gli adulti, taluni dichiarano di fare spesso sogni ricorrenti, altri che questo fatto a loro non capita mai.

E’ bene chiedere che cosa hanno sognato e insistere perché ce lo raccontino?
Come tutti sanno sono sempre contrario all’idea di fare domande ai bambini affinché ci raccontino di loro o in questo caso dei loro sogni. Ritengo che la strategia vincente sia quella di tacere, lasciando spazio a quello che loro vogliono raccontare, dimostrandoci poi molto interessati a ciò che dicono e assolutamente non esprimendo valutazioni su quanto espongono. Non so poi a che cosa serva fissare l’attenzione sui sogni… salvo che qualche genitore non sia molto bravo a interpretarli, ma mi pare di poter dire che ci sono stati notevoli tentativi nella storia di interpretare i sogni  da parte di illustri pensatori, con risultati – a mio avviso – assai modesti.

Quindi non va bene lo scambio: “Io ti racconto il mio sogno e tu mi racconti il tuo”?
Per carità non esasperiamo il discorso, può anche andar bene… ma mi chiedo ancora a che serve?

Quando mio figlio si sveglia in preda ad un incubo… che cosa posso fare?
Direi che bisogna distinguere se il bimbo non si sveglia o se si sveglia. Cominciamo dalla prima ipotesi: il nostro piccolo borbotta, parla, si agita, si mette a sedere sul letto, ha paura. La cosa dura poco tempo poi crolla sul lettino e continua a dormire. In questo caso a bene non svegliarlo, è opportuno stargli vicino per evitare che cada o si faccia male. Al di là di questo e bene non fare altro. La mattina i genitori eviteranno di parlargli dell’incubo notturno perché lui non se ne ricorderà affatto.

Se si sveglia?
E’ importante essergli vicino coccolarlo e dirgli semplicemente che si è trattato di un “brutto sogno” che capita anche a noi e che non c’è nessun pericolo… è solo un sogno. Non dimentichiamo che, come abbiamo già detto quando parlavamo delle paure, il sogno è irreale; ma la paura ben reale e ben presente. Calmato il bimbo anche la paura passa.

Magari facendoci raccontare il “brutto sogno" lo aiutiamo a superarlo?
Qualcuno è di questo avviso, personalmente non ritengo la cosa utile. Passato l’incubo se ne parla solo se lui ne parla. Il rischio, parlandone è quello di creare la “paura dei brutti sogni” che potrebbe generare difficolta nell’addormentamento serale.

Infine, anche se non si tratta di un fenomeno diffuso, diciamo due parole sul sonnambulismo dei bambini…
 
Può capitare soprattutto nei maschietti in un’età che può andare dai 4 ai 12/13 anni. Il bambino apre gli occhi, si siede sul lettino, talora si alza, cammina per la casa compie talune attività che quasi sempre sono ripetitive.

Che cosa si deve fare?
Evitare che si faccia male, quindi attrezzare la casa in modo tale che ciò sia impossibile. Togliere di mezzo gli strumenti che possono ferirlo, chiudere porte e finestre, mettere un cancellino se ci sono scale aperte.

Ma è vero che la cosa da non fare assolutamente è svegliarlo?
Non è vero che ciò sia estremante pericoloso, è vero che un brusco risveglio non è il massimo. Ma non è vietato prendere in braccio dolcemente il bambino, parlargli con voce pacata, ecc. In genere dopo alcuni minuti torna a letto tranquillamente o lascia docilmente che il genitore ve lo riporti riprendendo a dormire. Tenuto conto che al mattino non si ricorderà nulla, risulta inutile sveglialo e non positivo parlarne il giorno dopo.

 

 



 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 10.04.2017
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