Lunedì 10 Dicembre 2018 02:59

Educare alla pace anche tra le mura domestiche

«Auguro pace a ogni uomo, donna, bambino e bambina e prego affinché l’immagine e la somiglianza di Dio in ogni persona ci consentano di riconoscerci a vicenda come doni sacri dotati di una dignità immensa».

«Auguro pace a ogni uomo, donna, bambino e bambina e prego affinché l’immagine e la somiglianza di Dio in ogni persona ci consentano di riconoscerci a vicenda come doni sacri dotati di una dignità immensa». Così papa Francesco nel suo Messaggio per la celebrazione della cinquantesima Giornata Mondiale della Pace (I gennaio 2017). Prosegue il santo padre dichiarando che non mancheranno mai le situazioni di conflitto, ma sarà proprio in quelle che emergerà il rispetto di questa dignità e la volontà di fare della nonviolenza il nostro stile di vita. Viviamo in un mondo caratterizzato da una terribile “guerra mondiale a pezzi”; ma c’è la buona notizia: Gesù stesso che predicò instancabilmente l’amore incondizionato di Dio che accoglie e perdona. La nonviolenza è talvolta intesa come resa, disimpegno, passività, ma non è così e lo dimostrano i successi ottenuti da Madre Teresa di Calcutta, dal Mahatma Gandhi e da Khan Abdul Ghaffar Khan, da Martin Luther King e dalle donne leader della non violenza come Leymah Gbowee. A chi il compito di costruire e difendere la pace? Certo alla politica, ai capi di Stato e di governo; ma il primo posto in cui ci si educa reciprocamente a vivere in pace è la nostra famiglia. Anche se in famiglia non si parla di pace, anche se i rapporti tra le persone di una stessa famiglia sono spesso tutt’altro che pacifici, proprio per questo noi vogliamo trasmettere i principi della nonviolenza ed esser concretamente “operatori di pace”. La famiglia è indispensabile crogiuolo attraverso il quale i coniugi, genitori e figli, fratelli e sorelle imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato, dove gli attriti o addirittura i conflitti devono essere superati non con la forza, ma col dialogo, il rispetto, la ricerca del bene dell’altro, la misericordia e il perdono. Le politiche di non violenza devono cominciare dentro le mura di casa per poi estendersi all’intera umanità. A un’offesa non si risponde con un’offesa, al male ci si oppone con le sole armi dell’amore e della verità. Tutti desideriamo la pace; tante persone la vivono concretamente, ogni giorno, con piccoli gesti e molti soffrono e sopportano pazientemente la fatica di tanti tentativi per realizzarla. Accogliamo l’invito del papa in questo nuovo anno a diventare, con la preghiera e con l’azione, persone che hanno bandito dal loro cuore, dalle loro parole e dai loro gesti la violenza e a costruire comunità pacifiche, che si prendono cura della casa comune. A questo possiamo e dobbiamo educare i nostri bambini ponendoci come modello di bontà e mitezza. «Tutti possono essere artigiani di pace!» assicura, a conclusione del messaggio, il santo padre; un messaggio che non possiamo non leggere e non seguirne le indicazioni. Dove trovarlo? In tutte le librerie cattoliche, scaricandolo dal sito: www.vatican.va, cliccando Messaggio per la pace 2017 .

 

Pubblicato il 25.05.2018
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