Marted́ 11 Dicembre 2018 23:07

Arriva una sorellina (2)

La sorellina che attendevamo è nata e tra pochi giorni verrà a casa.

 

 

La sorellina che attendevamo è nata e tra pochi giorni verrà a casa. Come preparare il primogenito?
Quasi sempre - come dicevamo nell’articolo precedente - le cose avvengono normalmente senza gravi problemi. E per favorire ciò si possono adottare alcuni accorgimenti già prima che la piccola entri in casa.

 

Ad esempio?
La mamma telefonerà tutti i giorni al figlio e lo terrà informato. Se possibile  lui andrà in ospedale e salutare la mamma e a vedere la sorellina. Se ciò non è possibile le vedrà in un bel filmato che il papà avrà girato col il telefonino, ma bastano anche le fotografie… Sempre il papà riprenderà l’album delle fotografie del figlio e lo sfoglierà insieme a lui, raccontando dell’attesa, della nascita, del rientro a casa, delle cure di cui ha avuto bisogno, del Battesimo, ecc.

Comincia un periodo propizio affinché il papà si occupi maggiormente del figlio ormai grandicello. Lo coinvolgerà nelle sue piccole attività in casa. Uscirà spesso con lui per una passeggiata, per andare ai giardinetti, per fare degli acquisti, ecc. Lo porterà talvolta sul suo posto di lavoro. Lo andrà a prendere - ogni volta che è possibile - alla scuola (o al nido). Avvierà una collaborazione che darà ad ambedue grandi soddisfazioni.

 

Ora la piccola è arrivata a casa… È possibile la gelosia?
Talora si manifesta, soprattutto se vengono meno le attenzioni nei riguardi del maggiore, soprattutto se vengono dimenticati alcuni “rituali” ormai consolidati tipo: la favola e il bacio e il segno della croce della buona notte, i giochi con la mamma od il papà, le coccole mentre guarda i cartoni animati, ecc. Per cui facciamo il possibile per mantenere le abitudini familiari che avevamo prima pur essendoci una situazione nuova.

 

Può manifestare anche  regressioni, riprendere a succhiare il pollice, fare la pipì a letto?

Se capita, ciò dimostra che soffre, non drammatizziamo, quasi quasi - con lui - facciamo finta di niente, contemporaneamente valorizzandolo, lodandolo quando fa bene, dimostrando molto interesse per lui e le cose che dice e che fa. E’ una reazione naturale al fatto che “lei” ha messo in crisi la sua esclusività nelle attenzioni dei genitori e parenti tutti, superata la quale tornerà ad essere quello di sempre.

 

Consigli pratici per superare la gelosia…

- Per prima cosa non subissiamolo di divieti, lui sa che cosa non deve fare (se non lo sa insegniamoglielo) e se  tenta di farle del male, se un bacio si trasforma in un morso o una carezza in un pizzicotto, diciamogli con fermezza che tutti in famiglia ci rispettiamo e tutti rispettiamo lui, tutti rispettiamo la piccola, lui compreso. Non diciamogli che è cattivo o brutto, ma che il suo comportamento non va bene e come tale lo può evitare. Non si tratta infatti di cattiveria o malvagità, sta solo cercando di vivere in una situazione nuova, non facilmente gestibile.
- Permettiamogli di partecipare alla cura della piccola: può metterle le babbucce, può pettinarla, ecc.
- Chiediamogli di fare dei disegni della sorellina di lui medesimo, di loro due insieme e di tutta la famiglia.
- Quando ipotizziamo una visita di (o ai) parenti ed amici chiediamo loro, preventivamente, che prestino attenzione prima al più grandicello, poi alla piccola. Noi medesimi durante la visita interessiamoci molto a lui quasi noncuranti della sua sorellina (la quale non soffre affatto di questa dimenticanza). Se poi c’è un regalo siano due: uno per il grande e uno per la piccola (a lei una cosa “utile”, a lui una cosa divertente).
- Se, come è doveroso, si fa una festa dopo il Battesimo anche lui sia “il festeggiato” perché è diventato il fratello grande.
- Prestiamo attenzione ad ogni segnale di disagio, (interrompe la mamma mentre accudisce la sorelline, pone una filza di domande mentre la sta allattando, dice apertamente che non la vuole) e cerchiamo di rassicuralo che gli vogliamo bene, impegnandoci a trascorrere del tempo con lui impegnati in attività piacevoli.

Ad esempio?

Il figlio ci dice: “Quella lì piange sempre… riportala all’ospedale”.

Qui possiamo rispondere: “Sì è vero piange proprio tanto, ma non la riporteremo indietro perché è nostra figlia e tua sorella e noi - anche tu - la amiamo tanto.  Però oggi ci ha proprio stancato e quindi ci prendiamo tutta la sera per noi. Lei starà con la nonna (o con il babbo) e noi due, io e te, andiamo a divertirci… “Dove andiamo? Che facciamo?”

Andiamo al parco giochi e ci prendiamo un gelatone gigantesco!”.

“Ottimo così faremo!”

 

 

 

 

 

Pubblicato il 14.01.2017
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