Luned́ 10 Dicembre 2018 02:40

Botta e risposta 9

Mi preoccupo per le amicizie di mio figlio e penso con una certa ansia a quel che accadrà quando sarà adolescente,

 

Mi preoccupo per le amicizie di mio figlio e penso con una certa ansia a quel che accadrà quando sarà adolescente, non vorrei proprio che cattive compagnie lo rovinassero.

«L’apporto di padre e madre, nella loro complementarità, ha un influsso “decisivo” nella vita dei figli», così dicono i Vescovi italiani negli Orientamenti Pastorali per il decennio 2010-2020 tutto dedicato all’educazione; quindi, siamo noi genitori che - con il nostro comportamento e con la nostra attività educativa - determiniamo la vita dei nostri figli. Continui a seminare “buoni esempi”…

 

Una delle “regole di famiglia” che ho sentito citare da lei, dice che bisogna pranzare e cenare tutti insieme, alla stessa ora e con la tivù spenta; ciò non solo è difficile, ma quando ci siamo riusciti abbiamo solo litigato…

Certo alle 12.30 arriva il figlio dalla scuola, il papà non ha un orario fisso dato il suo lavoro e la ragazza, al primo impiego part-time deve iniziare all’una. La sera è la stessa cosa. Quando ci si incontra? Quando parliamo? Quando stiamo un poco insieme? Qualcosa è da cambiare e al più presto: volendo si può, pena la “morte” della nostra bella famiglia. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda c’è chi suggerisce di non parlare a tavola dei guai in corso. Io penso invece che occorra parlarne per “imparare a parlarne” per fare tirocinio nella gestione delle difficoltà, per costruire dialoghi seri, amichevoli e sereni anche quando i figli provocano, sono maleducati o i problemi sono gravi.

 

Ho scelto per mio figlio una scuola cattolica e pagherò circa 4.000 Euro; ma mio fratello sostiene che sono soldi buttati perché è lo Stato che deve provvedere alla scuola e alla cultura, lei che ne pensa?

In estrema sintesi: penso che il migliore investimento che si possa fare sia proprio quello di spendere in educazione e lei sta facendo proprio quello che le renderà molto di più di qualsivoglia “conto” arancio, blu o verde che sia. So che un alunno delle scuole statali costa ai contribuenti circa di 6.420,70 € l’anno e che le scuole paritarie - i cui alunni costano allo Stato 473,05  l’anno (dati 2015)  - fanno risparmiare un mucchio di quattrini. Penso infine che lo Stato dovrebbe dare ai genitori un buono studio di € 6.500 ogni anno che spenderanno presso la scuola che dà più fiducia, creando così l’autentica concorrenza tra le scuole.

 

«Adesso vai in camera tua e ci resti fino a quando non hai capito di aver sbagliato!». È un castigo giusto?

Più volte abbiamo detto che tra la violazione e la punizione deve essere introdotta “l’assunzione di impegno”. Non so che età ha il bambino, ma se dicesse: «Ho capito mamma, sarò più attento», non serve alcun castigo. Solo la mancanza nell’impegno richiede il castigo. A questo punto, escluse le punizioni fisiche, umilianti o degradanti, tutte le altre vanno bene. Quindi quella che voi citate va bene. Quel che conta è farla rispettare.

 

Pubblicato il 30.01.2016
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