Mercoledì 12 Dicembre 2018 00:19

Crisi ed anziani

Da sempre gli adulti hanno insegnato ai loro bambini il “rispetto” per i vecchi

 

  

Da sempre gli adulti hanno insegnato ai loro bambini il “rispetto” per i vecchi (J. Piaget dice che il rispetto è un insieme di ammirazione, affetto e stima), indicandoli come depositari della saggezza, dell’esperienza di una lunga vita. Da sempre i piccoli hanno amato (ampiamente ricambiati) i loro nonni. Da sempre i nonni hanno badato ai nipotini con grande soddisfazione per l’una e l’altra generazione.

Ora, l’anzianità non è più sostenibile, perché sì, van bene i vecchi, ma - da qualche anno in qua - hanno preso la cattiva abitudine di vivere troppo (o di non morire a pochi anni dalla pensione, che è lo stesso).

Che diremo allora ai nostri bambini? Che il nonno non riusciamo a mantenerlo, che non abbiamo bisogno di lui? Che è un problema? Che non lo possiamo tenere in casa e nemmeno mandarlo al ricovero? No!

No, noi continueremo a dire con il nostro comportamento che gli anziani sono preziosi in famiglia, che noi siamo contentissimi che ci siano e che vogliamo loro un bene immenso. Che hanno pagato per 40 anni i contributi per la pensione e ora ne godono i frutti, e che - se la pensione è misera - troveranno sempre di che vivere dignitosamente nelle nostre famiglie. Che sono persone importanti, per la loro disponibilità, per il loro amore e continueremo ad affermare, perché lo sperimentiamo in casa, che sono una risorsa anche economica per la famiglia e la società. E lo diremo e manifesteremo concretamente, anche quando sono malati ed hanno bisogno del nostro aiuto, non dimentichi del fatto che il nonno e la nonna sono mio padre e mia madre, i quali hanno dato la vita per me, giorno per giorno, nel tran tran quotidiano, per tutti i loro anni.

Questo continueremo ad insegnare perché tali sono le nostre convinzioni e le vogliamo comunicare ai figli per crescere generazioni ancora ricche di valori. E se ci chiederanno come faremo, risponderemo che ce la faremo… con poco, riducendo le spese, evitando gli sprechi, accontentandoci di quel che abbiamo, chiedendo aiuto se necessario; ma riusciremo, se possibile, anche con uno sguardo a chi ha bisogno tra i vicini, nel quartiere o nel mondo. Certo, continueremo dicendo ai più grandicelli che chi si occupa di macroeconomia deve fare il suo dovere… perché la nostra bella famiglia non mancherà di sforzarsi al massimo per farlo.

 

 

Pubblicato il 21.10.2015
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