Luned́ 10 Dicembre 2018 03:14

Balbetta

Il mio bambino ha tre anni e mezzo e, da qualche tempo, balbetta

 Balbetta

 

Scrive Paola di Brescia: “Il mio bambino ha tre anni e mezzo e, da qualche tempo, balbetta; sembra faccia “fatica” a far partire le parole iniziali. Lo aveva già fatto mesi fa; ma poi era tornato a parlare bene (…) ho paura di non avergli trasmesso abbastanza sicurezze e che magari sfoghi così le sue ansie”. Ma “che cos’è la balbuzie?”. È ereditaria? Si può curare?”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la balbuzie è un disordine nel ritmo della parola, nel quale il paziente sa con precisione ciò che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo a causa di arresti, ripetizioni e/o prolungamenti di un suono che hanno carattere di involontarietà.

Per la seconda domanda consiglierei alla sig. Paola di fare una piccola inchiesta tra i parenti fino ai nonni suoi e di suo marito per sapere se c’è qualcuno che ha balbettato per un certo periodo, in questo caso potrebbe esserci, più che un’ereditarietà, una “predisposizione” familiare. Se così fosse la situazione è addirittura più semplice, perché esclude motivi e cause di tipo psichico come stress,   conflittualità, ansie, disagi, ecc. In tutti i casi la balbuzie è curabile e il difetto, superabile.

 

Ma può essere colpa della mamma?

Forse, talora situazioni di profondo disagio che la mamma sta vivendo potrebbero favorire l’insorgere del disturbo nel bambino. Rimosse queste situazioni o accettate con la volontà di gestirle in positivo (pensiamo ad una separazione tra i coniugi, ad un  lutto in famiglia, ecc.) il linguaggio del figlio ritornerà normale. Non mi pare, però il caso della  sig. Paola che, come lei mi scrive,  si comporta nel modo migliore possibile, è presente appena il lavoro glielo permette, cerca di educare  bene il suo bimbo, gioca con lui e in famiglia non ha tensioni. Pertanto stia tranquilla escluderei che dipenda la lei. Per cui le chiedo : “Perché si colpevolizza? Chi l’ha detto che qualche balbettio di suo figlio sia causato da lei? La sua serenità è di grande aiuto al suo piccolino”.

 

Che cosa le proponiamo per aiutarlo efficacemente?

Le proporrei di non dare troppo peso alla cosa, di non rimproverarlo affatto, di non forzarlo affinché parli correttamente.

Ha superato questa fare già una volta, la supererà ancora.  Può capitare che un bambino balbetti poi smetta, poi riprenda ancora. È meglio semplicemente aspettare con pazienza… Una volta che il piccolo avrà ritrovato il suo equilibrio e acquistata sicurezza i disturbi scompariranno in modo naturale. 

 

Forse questo bambino balbetta solo a casa. O solo a scuola

Se così fosse vuole dire che in casa o a scuola c’è un “motivo” che lo rende ansioso. Individuato e rimosso il motivo, la balbuzie cessa.

 

Ma se balbetta solo a casa come pare essere il nostro caso e non si riesce a capire il motivo?

Si dà tempo al tempo e essendo l’ambiente familiare sereno, il problema gradualmente si estinguerà.

 

Ma i compagni probabilmente lo prenderanno in giro…

Questo, tutto sommato è il problema più grosso, perché assai spesso da parte dei compagni possono esserci reazioni di scherno o di ilarità, ciò lo spinge a moltiplicare gli sforzi per esprimersi correttamente e l’effetto è quello di aumentare l’ansia e peggiorare la situazione. In tali casi - stabilito che in ambiente familiare non ci sono problemi - in ambiente extrafamiliare e/o scolastico occorrerà adottare taluni accorgimenti, ad esempio: evitare di fargli affrontare situazioni nuove con persone che non conosce; preallertare amici, parenti e conoscenti chiedendo loro la cortesia di rispettare i suoi tempi di espressione, di non mostrarsi affatto meravigliati e di apprezzare molto che (pur con qualche difficoltà) esprime, partecipando serenamente alla conversazione con il piccolo, ecc. Per la scuola invece è indispensabile la collaborazione della maestra  di modo che questa attui un’ attenzione educativa verso tutti i bambini della sezione/classe portandoli a al rispetto delle “differenze”, delle difficoltà, dei limiti che ogni bambino porta con sé. La collaborazione degli altri genitori, se sollecitata dall’insegnante non mancherà .

 

Quando è il caso di portare il bambino da uno specialista?

Quando la balbuzie si protrae per molto tempo (indicativamente, oltre i sei/otto mesi), perché a quel punto non si può considerare transitoria. Oltre alla durata  altri sintomi possono  confermare la necessità di intervento medico: cambiamenti di umore, ricerca continua di rassicurazioni, difficoltà a decidere, tendenza ad isolarsi, insonnia, anoressia, stitichezza  o altro. Permanendo il disturbo affiancato da uno o più sintomi tra quelli descritti è bene rivolgersi al medico specialista, dopo essersi consultati con il pediatra di base. Lo psicologo e il logopedista possono dare un valido aiuto a capire il problema, a trovare le strategie migliori per gestirlo e per estinguerlo. Perché, lo ripeto, la balbuzie è curabile in qualsiasi fase della vita individuando il trattamento più adatto.

 

 

 

Pubblicato il 12.04.2014
top