Luned́ 10 Dicembre 2018 03:17

La pagella

1) E’ in arrivo la pagella del I quadrimestre e temo - scrive Loredana di Salò - che ci saranno delle insufficienze, forse i voti saranno un vero disastro…

 83) La pagella ahi, ahi!

 

1) E’ in arrivo la pagella del I quadrimestre e temo - scrive Loredana di Salò - che ci saranno delle insufficienze, forse i voti saranno un vero disastro…

Veramente tanti grandi complimenti alla nostra ascoltatrice Loredana che ha appreso un concetto fondamentale della nostra pedagogia: cercare ed elaborare prima (pedagogia preventiva) il comportamento più adatto (pedagogia positiva) ad una situazione che potrebbe presentasi. Brava!

 

2) Certo non tutti i genitori riceveranno pagelle disastrose; ma se alla nostra amica Loredana capitasse, che fare?

Magari, Marco, potessi dare, in questo nostro incontro, la soluzione al problema che tu poni! Come tutti sanno, i risultati positivi o negativi delle attività intraprese dagli uomini dipendono da un numero così grande di fattori concatenati che le risposte alle difficoltà, agli insuccessi, ai risultati scadenti sono veramente difficili da trovare e questo vale anche per gli insuccessi scolastici.

Ma tentiamo di dare alcune indicazioni.

 

3) La prima…

La prima ci dice che “una brutta pagella non dovrebbe essere una sorpresa”. Se, infatti, i genitori hanno partecipato alla “vita scolastica” del loro figlio, andando regolarmente alle assemblee di classe, ai colloqui e prestando attenzione ai voti ricevuti nei compiti scritti e nelle interrogazioni, non possono non essere consapevoli della situazione. E se ha presentato delle difficoltà già hanno parlato con gli insegnanti per elaborare “insieme” (e sottolineo insieme) un piano di recupero.

 

4)      Se invece è una sorpresa?

Ecco la nostra seconda indicazione: “C’è ancora metà dell’anno scolastico per rimediare!”.

 

5)      Bene si può rimediare…

Si può lavorare sapendo che il compito non è facile.

 

            Come?

Siamo alla terza proposta positiva secondo la quale dobbiamo (e lo so di ripetermi) più che preoccuparci quando arriva la pagella, occuparci dei figli sempre:

a)      non affatto nel senso che dobbiamo stare lì appiccicati quando fanno i compiti o che dobbiamo studiare noi per loro, quando perché l’organizzazione della vita familiare deve possedere precisi momenti per lo studio e per i compiti;

b)      ma non solo, i rapporti tra scuola e famiglia sono imperdibili occasioni per parlare con gli insegnanti, sono opportunità per concordare l’istruzione e l’educazione dei nostri figli/alunni; quindi bando alle arcinote scuse del non ho tempo, io lavoro, tanto hanno sempre ragione loro… ecc.; scuse che servono a noi per nascondere il nostro scarso impegno nella partecipazione all’educazione scolastica dei nostri figli.

 

6)      Va bene ci impegniamo per il prossimo quadrimestre; ma, quando arriverà la pagella del I quadrimestre, la sig.ra Loredana, che farà davanti a taluni quattro o cinque?

Io penso che questa pagella sia accompagnata (prima o dopo la consegna) di un colloquio al quale i professori invitano i genitori, ebbene questa è la prima e principale opportunità per concordare un percorso comune tra scuola e famiglia.

Avute le informazioni dalla scuola, una volta a casa la sig.ra Loredana parlerà con il figlio per “capire” di che cosa ha bisogno.

- Ha capito che suo figlio deve impegnarsi di più? Ebbene aspetti da lui stesso concrete proposte per rimediare. Ho detto concrete quindi non va bene una frase del tipo: “Non preoccuparti mamma, studierò di più”; ma occorrono seri impegni definiti anche temporalmente per cui la frase giusta può essere la seguente: “Siccome ho lezione di latino il mercoledì ed il venerdì mattina il mio studio pomeridiano nei due giorni precedenti aumenta di mezz’ora”.

- Ha capito che suo figlio non sa studiare, ebbene gli insegni delle tecniche che lo aiutino nello scopo, del tipo:

  • leggi con attenzione tutto il paragrafo che devi studiare,
  • ripetilo a libro chiuso,
  • rileggi il capitolo e segnati le cose veramente importati che non hai riferito nella ripetizione e che invece non puoi tralasciare,
  • ripetilo per l’ultima volta,
  • procedi con gli altri paragrafi e poi riposati per riprendere lo studio dopo il piccolo break.

- Gli insegnanti le hanno detto che deve essere aiutato nei compiti, ebbene, lo aiuti senza farglieli lei ma cercando di essergli vicino, quasi sempre basta farlo studiare con la vigilanza di un adulto… (non dica che non ne è capace; ma se proprio non lo fosse, trovi chi lo può aiutare, se avesse bisogno di uno specialista per problemi fisici, lo troverebbe).

- Ha capito che non vuole impegnarsi, ebbene un castigo può esser utile, limitandolo nelle uscite, nelle tv, nel pc, nell’uso del motorino. Ecc.

 

7)      Purtroppo i tempi ci impongono di chiudere anche se comprendo che ci sarebbe ancora molto da dire; ma, se la mamma si arrabbiasse davvero, farebbe male?

La mamma è arrabbiata per i cattivi voti! Ebbene è giusto che lo sia e lo deve dire e dimostrare. Un’assenza di reazioni, una accondiscendenza del tipo: “E va be’… anch’io”…” o peggio la colpevolizzazione della scuola, producono effetti irrecuperabili; ma - dopo essersi arrabbiata ritorni alle nostre precedenti indicazioni positive, partendo dalla n. 1.

Concludo dicendo che prima o poi a tutti capita un figlio che ha difficoltà a scuola, magari il primogenito o il secondo o il terzo o il nipotino, accettiamole contemporaneamente impegnandoci ad aiutarlo.

 

 

 

 

 

Pubblicato il 06.04.2014
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