Luned́ 10 Dicembre 2018 03:05

Santa Lucia Prima parte

Santa Lucia è in arrivo

 

Stai imparando a crescere dei figli bravi, buoni, sani, intelligenti;

simpatici e positivi; sereni e allegri; riconoscenti e generosi;

con un alto livello di autostima e tanti amici…

 

 

Alcune considerazioni su S. Lucia

 

La tradizione

Santa Lucia è in arrivo e, forse, merita alcune nostre considerazioni; infatti, anche per lei corriamo di rischio di lasciarci andare a tutto quanto la pubblicità ci impone: "perchè vogliamo che i nostri bambini abbiano tutto quello che noi non abbiamo avuto, perchè insomma hanno diritto di avere dei regali e di esser contenti, perchè è una nostra bella tradizione", ecc., ecc.

Non voglio assolutamente sostenere che santa Lucia sia da abolire, ma...

 

Santa Lucia non è Biancaneve

   Innanzitutto va detto con chiarezza che santa Lucia non è Biancaneve o Cappuccetto Rosso. I bambini (e sono nel giusto) non intendono i santi allo stesso modo dei personaggi delle leggende o delle favole. Infatti, mentre sanno con chiarezza che Biancaneve è una storia (inventata) che si racconta per divertirsi, altrettanto credono fermamente (e sono ancora nel giusto) che Lucia “è” una santa del Paradiso che può fare miracoli - anche quello di far trovare i doni ai piccoli il giorno della sua festa - e il tutto “è” assolutamente vero.

 

Gli atteggiamenti negativi

    E’ negativo - pertanto - esagerare nel parlarne, cominciando molti mesi prima e dando descrizioni tanto fantasiose quanto particolareggiate dell’evento.

   Sono assolutamente da evitarsi le “apparizioni” di santa Lucia (la mamma che rispolvera l’abito da sposa e si mostra ai bambini mentre depone i pacchetti per la mattina).

   E’ moralmente non accettabile far trovare regali “esagerati” sia nel numero, che nel prezzo. Qui siamo veramente fuori da ogni buon senso... e se non ci credete provate in questo 13 dicembre a quantificare il costo totale di quanto vostro figlio ha ricevuto dai genitori e dai parenti tutti!

   Può addirittura essere controproducente lasciar intendere che la Santa porta i doni solo ai bambini buoni e ciò non tanto perchè si voglia impedire a papà e mamme di invogliare i loro piccoli a comportarsi bene; quanto perchè i medesimi genitori tenderanno a sottolineare, nel periodo antecedente la festa, tutte le volte che il bambino farà capricci o disubbidirà e diranno spesso che riceverà solo carbone (e nero per di più). In questo modo santa Lucia corre il rischio di distruggere il senso di autostima del bambino (è vero, sono cattivo!) al quale porterà comunque qualcosa (ma, non ero cattivo?); magari troppo e nel “troppo” forse mancherà proprio quel giocattolo tanto desiderato (ecco, quello che volevo non c’è!).

   E’ dannoso infine portare il bambino al “supermercato dei giocattoli” (se ne aprono molti per l’occasione) e invogliarlo a scegliere quello che desidera.

C’è dell’altro indubbiamente, ma possiamo sospendere qui.

 

La pedagogia preventiva positiva

   Se vogliamo invece mantenere la tradizione senza creare danni partiamo subito con il linguaggio; cominciamo col dire che in occasione della festa di santa Lucia qui da noi si usa fare dei regali ai bambini. La differenza, con ciò che diciamo di solito, non è granché; ma la sostanza è ben diversa: non abbiamo raccontato una cosa che prima o poi i nostri figli scopriranno non vera. Saranno magari anche contenti che così sia stato (era bello credere che in paradiso c’era una Santa che mi voleva bene e mi portava tanti giocattoli), saranno addirittura grati ai genitori (grazie mamma, sei così buona che mi facevi e mi fai questi bei regali, anche se io, talvolta non li merito); saranno magari meravigliati (e tu papà che lavori ogni giorno per la paga, spendevi tutti quei soldi per me); ma non era vero!

   Scegliamo, poi, la sobrietà di “regali semplici” evitando di trascinare i piccoli nel vortice del consumismo; abituiamoli da subito ad avere sì quello di cui hanno bisogno (indubbiamente anche per il gioco e il divertimento), ma nulla di più. E se abbiamo qualcosa che supera i bisogni diamolo ai poveri, (ad esempio con una adozione a distanza possiamo “donare” a nostro figlio... un fratellino) saremo di grande esempio. Concordiamo inoltre con i parenti la suddivisione dei regali e ciò non tanto per risparmiare (anche), quanto per la scelta della semplicità e della moderazione di cui si diceva.

   Scegliamo regali intelligenti (quindi niente armi giocattolo o giochi violenti) e regali duraturi (un abbonamento, per esempio, a un giornalino o rivista, dura un anno intero e con benefici incalcolabili);

   Infine non eludiamo le loro domande: finché non ci pervengono richieste di spiegazioni non è opportuno, nella nostra cultura, anticipare i tempi; ma a domanda precisa si risponde precisamente (ed è molto bello per il figlio che siamo noi a farlo): «Ti abbiamo sempre detto che a santa Lucia si portano i doni ai bambini... ebbene ora che sei grande devi sapere che sono il tuo papà e la tua mamma che ti fanno questi doni, semplicemente perchè ti vogliono bene».

   In conclusione una considerazione per le maestre: niente “apparizioni”, almeno a scuola ed un invito a orientarsi su un oggetto didatticamente utile, da dare a tutti, anche a quelli che provengono da altre culture, perchè qui da noi c’è questa bella usanza e ora ne parliamo.

   Mi sia consentito di concludere con una “poesiola” che ci richiama ai nostri compiti educativi al di là di ogni regalo.

PER UN’ORA

  L’educazione del nostro bambino

                 E’ un compito veramente difficile

                 Al quale volentieri ci dedichiamo.

          Per crescerlo bene

         Questo piccolo tesoro

         Quanto facciamo, doniamo.

               Ma molti di noi fingono di non sapere

               Che il dono più bello che ci sia

               E’ dedicare ai figli un’ora al giorno.

                      Un’ora ogni tanto, almeno

                      Ma un’ora interamente per loro

                      Un’ora esclusivamente per loro.

             Perché non stare insieme per un’ora?

             Perché non giocare insieme per un’ora?

             Perché non passeggiare insieme per un’ora?

                      Dimenticando del tutto per un’ora

                     I soliti, monotoni, quotidiani, noiosi

                    Non sempre necessari impegni di lavoro.

            Soprattutto ascoltandoli per un’ora

            Saranno sicuramente più felici

            Che per qualsivoglia altro regalo.

Luigi Domenighini

S. Lucia, regali… Sì, ma senza esagerare.

Pubblicato il 30.11.2013
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